Elezioni in Georgia: Saakašvili verso la riconferma

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domenica 6 gennaio 2008

Mikheil Saakašvili, presidente uscente della Georgia, sarebbe uscito vincitore dalla tornata elettorale tenutasi ieri, 5 gennaio 2008, nel paese caucasico. Lo affermano gli exit pool e il conto parziale delle schede elettorali che assegnano a quest'ultimo, dimissionario dopo gli scontri di piazza dello scorso novembre, una percentuale di consensi che si aggira intorno al 55%, sufficiente per decretarne la vittoria al primo turno.

Sebbene il dato ufficiale non sarà disponibile se non nella giornata di domani, tutto fa presagire la riconferma di Saakašvili che, dopo aver conosciuto i risultati dei sondaggi post elettorali, ha dichiarato alle televisioni georgiane: ”Tutti i risultati degli exit pool resi noti dai mass media confermano la nostra vittoria al primo turno ma, poiché siano un partito democratico, aspetteremo il risultato finale dalla Commissione Elettorale Centrale.".

Bocciati dall'elettorato i due principali contendenti di Saakašvili: né l'imprenditore vinicolo Levan Gachechiladze né il magnate Badri Patarkatsishvili sono riusciti infatti ad ottenere risultati significativi, attestandosi il primo intorno al 28% mentre il secondo intorno al 6%. Il referendum di adesione alla NATO, contestuale alle elezioni presidenziali, ha invece ottenuto larghi e omogenei consensi dagli elettori di quasi tutte le forze in campo.

I commissari internazionali (oltre mille) che hanno vigilato sulla regolarità di questa tornata elettorale affermano, al pari del partito di Saakašvili, che non vi sono stati brogli. L'OSCE ha infatti parlato di una consultazione "in linea con le raccomandazioni e gli standard per elezioni democratiche". Anche all'interno della richiamata organizzazione, tuttavia, le posizioni non sono univoche. Il capo della commissione Odihr Dieter Boden, annunciando la prossima redazione di un resoconto analitico su quanto avvenuto, non ha mancato di rilevare le "intimidazioni" poste in essere dai militanti del partito di Saakašvili durante la campagna elettorale e la preoccupante lentezza dello spoglio delle schede. Su tali irregolarità (e su presunti brogli) fanno leva i partiti risultati sconfitti dal voto di oggi: in risposta a quello che i leader dell'opposizione ritengono l'instaurazione di un regime totalitario è stata indetta per questo pomeriggio una manifestazione non autorizzata per strade di Tbilisi ove, secondo quanto riportato dalle agenzie, sono confluiti alcune migliaia di militanti.

Gachechiladze, che si dichiara il vero vincitore delle elezioni e che denuncia la censura nei confronti delle sue dichiarazioni delle tre reti televisive nazionali, pare intenzionato a far leva sulla piazza e sui potenti mezzi di cui dispone per affermarsi alla guida dello Stato. Anche se nella giornata odierna non si sono verificati scontri e i manifestanti sono tornati alla spicciolata presso le proprie abitazioni per festeggiare la vigilia del Natale ortodosso, i leader dell'opposizione hanno già indetto una nuova manifestazione di protesta l'8 gennaio a Tbilisi. La situazione nel paese caucasico appare sempre più vicina al collasso.

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Fonti[modifica]