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Ferrara non va al dibattito con Pannella, il Radicale sbotta: «Datemelo, voglio il confronto»

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venerdì 15 febbraio 2008

Si fa sempre più duro lo scontro sull'aborto; dopo le manifestazioni di massa in tutta Italia delle donne in difesa della legge 194, infatti, questa mattina c'è stata una violenta reazione del leader dei Radicali Marco Pannella, che, intervenendo a Unomattina sull'argomento, ha criticato con toni aspri l'assenza al "dibattito" di Giuliano Ferrara, da alcuni tempi impegnato in una campagna contro l'interruzione volontaria della gravidanza.

Nella puntata odierna del contenitore di Rai Uno, infatti, Pannella e Ferrara si sarebbero dovuti incontrare, ma, all'assenza del secondo, il primo ha cominciato a criticare il direttore de Il Foglio, con i due conduttori, Duilio Gianmaria ed Elisa Anzaldo, che hanno trattenuto a fatica il radicale.

Giuliano Ferrara aveva però fatto sapere che non avrebbe discusso dell'aborto, con nessuna persona, in «un futile dibattito televisivo», accettando però la "sfida" di Marco Pannella. «Caro Pannella - dice l'ideatore della lista Pro Life - questa mattina hai fatto una tremenda scenataccia in tv, a Raiuno, perché non ho accettato di discutere con te di aborto. Duilio Gianmaria e la sua collega Elisa Anzaldi erano sconcertati dalla tua violenza verbale. Io invece la capivo. Hai dato scandalo perché pensavi che io rifiutassi di parlare con te della questione decisiva che ci divide aspramente. Ma non è così, e te lo spiego. Io non discuterò della vita umana, come se fosse un'opinione, con alcun candidato in tv. La tv è antiveritativa. Un bel mezzo per comunicare, rispettabile e fatto da persone rispettabili, tra cui io stesso fino a ieri. Ma sul ponte di Messina o sull'Ici valgono le opinioni, sulla vita umana e l'amore vale la solitaria e pubblica ricerca della verità».

Poi, l'invito del direttore del Foglio ad animare un confronto a due in un teatro: «In qualunque momento sono disposto a discutere con te in un teatro di aborto. A Milano, per esempio. La settimana prossima, se lo vuoi. Il teatro lo pago io con i miei soldi. Un abbraccio severamente dissenziente dal tuo vecchio amico talebano. Riguardati e stammi bene».

Sulle polemiche relative alla 194, è intervenuto anche Pier Ferdinando Casini, leader dell'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, che dice: «La legge 194 non va modificata, perché rappresenta il massimo punto di equilibrio e compromesso possibile».

E sul fronte cartaceo, si scatenano anche i quotidiani delle due "fazioni": il giornale comunista Liberazione, infatti, ha dedicato l'intera prima pagina alla scritta, a caratteri cubitali e rosa, Siamo tutte assassine, mentre proprio Il Foglio di Giuliano Ferrara apre con la stessa notizia, in taglio diverso, con uno dei possibili retroscena dell'aborto di Napoli, ovvero il fatto che la madre del bambino abbia deciso di abortire in quanto il feto risultava essere malato.

Fonti