Funerali delle 9 vittime di Casteldaccia: folla e commozione

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mercoledì 7 novembre 2018

La Cattedrale di Palermo

La cerimonia funebre è stata officiata nella cattedrale di Palermo, stracolma di persone, da monsignor Giuseppe Oliveri, vicario generale del Vescovo. Alle esequie erano presenti rappresentati delle forze dell'ordine, i sindaci di Palermo, Bagheria e Casteldaccia, oltre al Presidente della Regione Nello Musumeci, seduto tra la folla e non nei posti riservati alle autorità, per sua scelta.

Durante l'omelia Monsignor Oliveri, rivolgendosi ai parenti, ha detto che è doveroso interrogarsi a tutti i livelli per spiegare quanto è accaduto.Deve essere fatto per dare giustizia, evitando l'insostenibile rimpallo delle responsabilità. Il prelato ha anche ricordato il medico Giuseppe Liotta, ancora dato per disperso nella zona di Corleone.

L'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, attualmente fuori sede, nel messaggio inviato parla di dolore cocente e lacerante. E poi afferma che il Signore non diede spiegazione alle disgrazie ma si fece carico delle nostre tristezze.

Grande commozione dei familiari che si sono chinati a baciare le bare: alcune persone sono state prese da malore e sono state assistite dai medici dell'ASL. Accasciato sulla bara bianca, e ancora sotto shock, il papà di Rachele, Giuseppe Giordano, che nella tragedia ha perso la moglie, due figli, i genitori, un fratello e una sorella. Sulla bara bianca della piccola Rachele sono stati sistemati dei peluche e una foto della bambina con la scritta.

All'uscita delle bare dalla chiesa ci sono stati gli applausi della gente, i palloncini bianchi in aria, e la banda musicale. Infine, le bare sono state portate al Cimitero dei Cappuccini.

La città di Palermo si è fermata e all'inizio dei funerali è stato osservato un minuto di silenzio; il traffico in Corso Vittorio Emanuele è stato fermato e i negozi sono rimasti chiusi fino al termine della cerimonia. Bandiere a mezz'asta, in tutti i palazzi, gli uffici e le strutture regionali e comunali.

I proprietari della villetta, Antonino Pace e Concetta Scurria, volevano intervenire ai funerali ma gli è stato impedito, per rispettare la volontà di Giuseppe Giordano. Nel 2010 erano stati processati e condannati a tre mesi di arresto, pena sospesa, e a 23 500 euro di multa, per abusivismo edilizio. La sentenza, definitiva nel febbraio del 2012, ordinava anche la demolizione del loro fabbricato.

Il Codacons ha denunciato il sindaco di Casteldaccia per la possibile fattispecie di omissione di atti d'ufficio in relazione al mancato abbattimento dell'abitazione. L'associazione dei consumatori ha annunciato anche una class action in regione sull'attuale dissesto idrogeologico in Sicilia.

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Fonti[modifica]