Hertz fallisce in Nord America

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domenica 24 maggio 2020

Logo della Hertz

La pandemia di COVID-19 miete vittime anche economicamente: l'azienda statunitense di autonoleggi Hertz ha presentato istanza di fallimento in America settentrionale (Stati Uniti e Canada) in seguito al drastico calo di vendite dovuto proprio alla pandemia e alle conseguenti misure restrittive adottate dai rispettivi paesi. Tale misura, almeno per il momento, non avrà ripercussioni dirette sulle filiali europee della compagnia.

Nel dettaglio l'azienda si è appellata al Capitolo 11 (Chapter 11) della legge fallimentare statunitense, mettendosi in amministrazione controllata con la possibilità di continuare le proprie operazioni nella speranza di sanare il debito monstre, che secondo il Corriere della Sera ammontava a 18,7 miliardi di dollari statunitensi a marzo 2020. Come fa notare CNN Business tuttavia, non è detta l'ultima parola, infatti l'amministrazione controllata garantisce una possibilità di evitare il fallimento e nel passato tale misura ha permesso a diverse compagnie, come General Motors, di tornare in carreggiata.

Hertz, fondata nel 1918, aveva superato praticamente indenne la Grande depressione e la Seconda guerra mondiale nonché svariate crisi del prezzo del petrolio. Anche se non si tratta della prima azienda ad appellarsi a tale istanza, è certamente la prima "vittima" di alto profilo del COVID-19.

Fonti[modifica]