I libri di testo? Da settembre online

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

sabato 21 giugno 2008

Già dal prossimo anno scolastico (2008-09), grazie ad un provvedimento inserito, ancora in forma di bozza, nella manovra finanziaria approvata dal Governo, scuole e università potranno «adottare libri di testo disponibili online, gratuitamente o dietro compenso dei diritti d'autore. I testi potranno essere scaricati in Internet sia in formato cartaceo sia digitale».

Il testo è la conseguenza dell'accordo tra Ministero e Associazione Italiana degli editori concluso recentemente e che rappresenta per l'AIE (Associazione Italiana Editori). e le sue associate, l'adempimento degli obblighi assunti nei confronti dell'Autorità Garante. Tale accordo ha avuto il plauso del Moige (Movimento dei genitori) che lo ha considerato come un efficace strumento per diminuire il costo dell'istruzione.

La realtà è più complessa: su istanza dell'associazione di consumatori Altroconsumo, l'Antitrust (Autorità Garante per la concorrenza e il mercato) aveva iniziato una istruttoria per accertare la correttezza del mercato dell’editoria scolastica, dominata da poche case editrici.

Un comunicato stampa del 3 maggio da parte dell'Autorità Garante annunciava la chiusura dell'istruttoria a seguito degli impegni dell'Associazione degli editori di mutare profondamente lo stato delle cose. l'Adoc in rappresentanza del mondo dei consumatori, ha letto il comunicato come ammissione dell'esistenza, nel passato, di una situazione antigiuridica e ha annunciato l'inizio di una class action.

È in questa luce che alcuni commentatori sono critici dell'accordo tra Ministero e l'AIE (Associazione Italiana Editori). Tale organismo riunisce le imprese che rappresentano il 90% del mercato librario e con tale soluzione ha potuto superare una situazione che appariva compromessa. Tra gli impegni presi nei confronti dell'Antitrust vi erano soluzioni drasticamente innovative come la rottura della storica avversione all’editoria via internet. La sensazione, perciò dei critici è, che sia una mossa molto gattopardesca Cambiare tutto per non cambiare nulla è molto viva ed espressa dal mondo delle associazioni dei consumatori e di tutta quella parte del mondo degli interessati che non ritiene che la vicenda possa limitarsi ad un accordo tra Ministero ed Editori.

Di tutt'altro parere è chi invece vede più i vantaggi. Tra i più autorevoli la Fondazione Bordoni che vede l'accordo come vantaggioso per l'influenza positiva che può avere sullo sviluppo dell'introduzione nel mondo scolastico delle nuove tecnologie digitali e di tutta quella parte del mondo imprenditoriale che troverà il modo di esprimersi nel convegno organizzato a Milano presso la Siemens per il prossimo venerdì 27 giugno.

Chi esprime riserve invece ha il timore che il mondo che viene immaginato sarà altrettanto dominato dalle case editrici principali. Particolarmente severo il giudizio dell'Agenzia Radicale che vede nella clausola prevista dalla bozza per cui i testi devono essere disponibili sia in forma cartacea che digitale un modo per favorire quel gruppo ristrettissimo di editori che hanno avuto i mezzi per tale tipo di investimento, precluso a molti piccoli e medi editori. Va da sé che in tal modo viene escluso tutto il mondo dell'open content (spesso espressione di consorzi tra le università) che finora si è sobbarcato un ruolo rilevante nel fornire testi digitalizzati disponibili in rete, ma che non ha i mezzi per provvedere alla redazione dei testi cartacei.

Articoli correlati[modifica]

Fonti[modifica]