Ingrid Betancourt è stata liberata

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mercoledì 2 luglio 2008

Ingrid Betancourt, da 6 anni in mano ai guerriglieri delle FARC, è stata liberata oggi assieme ad altre 14 persone, dopo un blitz dell'esercito colombiano.

L'operazione ha permesso l'arresto di due membri delle FARC, di uno noto con il nome di battaglia di "Cesar".

Assieme alla ex-senatrice ed ex-candidata alla presidenza franco-colombiana, sono stati liberati anche 7 soldati colombiani, 4 agenti di polizia e 3 soldati statunitensi. Questi ultimi sono stati rapiti nel febbraio 2003 in seguito all'abbattimento del loro aereo durante un'operazione contro i narcotrafficanti.

Tutti i rilasciati sono già stati trasportati nella base militare di Tolemacida e starebbero bene. La Betancourt, in particolare, sarebbe in «condizioni ragionevolmente buone». Gli ostaggi sono stati liberati a Miraflores, nella Colombia centrale.

La CNN ha rivelato nei giorni scorsi la presenza di due intermediari (uno svizzero ed un francese), notizia che aveva portato in un primo momento ad accreditare l'ipotesi di un rilascio concordato, poi smentita.

Il Ministro della difesa colombiano, Manuel Santos, ha dichiarato in conferenza stampa che il blitz condotto «non ha precedenti e sottolinea la qualità e la professionalità delle forze militari colombiane». Secondo quanto annunciato successivamente dal generale Jaime Padilla de León, l'intervento è giunto a conclusione di una lunga operazione in tre fasi di liberazione degli ostaggi, denominata "Scacco 2".

I militari hanno circoscritto l'area di azione dopo la fuga del vicesindaco John Frank Pinchao (4 settembre 2007) e soprattutto dopo la liberazione di Clara Rojas (27 febbraio 2008), collaboratrice ed amica della Betancourt. Verso metà febbraio, ha detto il generale Padilla de Leon, «siamo venuti a sapere che alcune persone hanno visto i tre statunitensi bagnarsi in un fiume» ricompreso nella regione di Guaviare, individuata come area di detenzione degli ostaggi. La prima fase dell'operazione ha permesso quindi di infiltrare «nel primo cerchio delle FARC» un uomo dell'esercito che «negli ultimi anni ha avuto incarichi di sorveglianza di un importante gruppo di ostaggi».

Il leader delle FARC Alfonso Cano

La seconda fase è consistita nella liberazione degli ostaggi: sotto la finta copertura di una missione umanitaria, l'esercito ha tratto in inganno il gruppo che sovrintendeva alla sorveglianza dei 15 ostaggi, permettendo la loro riunione in un luogo specifico. I guerriglieri erano convinti di dover incontrare il nuovo capo delle FARC, noto con il nome in codice di "Alfonso Cano". Ma ad attenderli c'era un elicottero militare che ha costretto i paramilitari ad abbandonare gli ostaggi e a darsi alla fuga. La terza fase sarebbe consistita in un piano alternativo, qualora l'operazione non fosse andata in porto.

Lorenzo Delloye, figlio della Betancourt, ha detto: «È la notizia più bella della mia vita».

Anche Papa Benedetto XVI ha espresso grande soddisfazione per la liberazione, attraverso un comunicato diffuso da padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana: «È una bella notizia e speriamo in un segnale promettente per un cammino di vera pacificazione più ampio e duraturo in tutto il Paese».

Accompagnato dalla famiglia Betancourt, il Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy ha ringraziato per l'azione l'esercito colombiano, il presidente Uribe ed i presidenti di Venezuela, Ecuador ed Argentina Hugo Chavez, Rafael Correa e Cristina Fernández de Kirchner, seguito da un appello ai combattenti perché cessino la loro lotta «assurda e medievale». Sarkozy ha poi riferito che «la Francia è pronta ad accogliere tutti coloro (membri delle Farc) che rinunceranno alla lotta armata»

Il presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Silvio Berlusconi, ha detto: «Si è conclusa una lunga e dolorosa vicenda, per la cui soluzione l’Italia si è sempre concretamente battuta. L’auspicio è che questo gesto possa avviare un dialogo costruttivo e democratico tra le forze politiche in Colombia e che possa cessare ogni forma di violenza».

Le FARC, indebolite dagli omicidi mirati dei suoi leader principali come il numero 2 Raul Reyes e il capo Manuel Marulanda Vélez (detto "Tirofijo", colpo sicuro), tengono prigionieri ancora circa 700 ostaggi. Le FARC, che una volta vantavano oltre 17000 membri, e potevano attaccare ovunque nella Colombia, sono ora costrette a rifugiarsi nella giungla. Il numero dei membri è sceso infatti fino a contare 9000 affiliati.


Le FARC sono considerate la più vecchia organizzazione sovversiva della Colombia, e sono considerate come terroristi dal governo degli Stati Uniti d'America e dall'Unione Europea.

La liberazione della Betancourt è stata salutata con grande gioia anche da parte de l'Unità. Il quotidiano italiano è stato promotore, nelle settimane scorse, di un'iniziativa per assegnare alla più illustre prigioniera delle FARC il Premio Nobel per la pace.

Iniziativa che ha cercato di porre l'attenzione dell'opinione pubblica sulla sua condizione di prigioniera politica, sopratutto dopo che le informazioni sulla sua salute parlavano di un pericolo concreto di vita. Molti nomi famosi hanno aderito: Dario Fo, Rita Levi Montalcini, Walter Veltroni, Dacia Maraini, Margherita Hack, Ottavia Piccolo e il presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti.

La madre di Ingrid ha scritto anche una lettera in cui ringraziava per l'iniziativa e la sensibilità dimostrata la redazione del giornale: «I nostri ringraziamenti per la campagna d’informazione che il prestigioso quotidiano che dirige sta svolgendo per la liberazione di Ingrid Betancourt e per il lancio della proposta di assegnarle il Premio Nobel per la Pace».

Fonti[modifica]