Intervista ad Alessandro Tartaglia

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intervista a cura di Ferdi2005

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Alessandro Tartaglia è il direttore didattico della Scuola Open Source, un "istituto didattico, centro di ricerca (artistica e tecnologica) per il commercio, l’industria e l’artigianato" di Bari che abbraccia la filosofia dell'open source e della condivisione della conoscenza.

Intervista[modifica]

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg Come è nata l'idea de "La Scuola Open Source"?

La risposta sarebbe piuttosto lunga, posso sintetizzarla in: in principio fu FF3300, una rivista indipendente e gratuita, bilingue, in pdf, che si occupava di contaminazione nella progettazione, tra linguaggi e discipline diverse. Poi ci fu X, un laboratorio di ricerca e co-progettazione, in cui abbiamo avuto modo di sperimentare molto a livello didattico, poi XY, stesso format ma numeri duplicati. A quel punto il gruppo di lavoro si era allargato, le idee erano mature, e quindi decidemmo di partecipare a CheFare, un bando che premia le idee innovative in ambito di impresa culturale. Vincemmo quel bando, e fondammo La Scuola Open Source.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg Di che cosa si occupa di preciso la scuola?

SOS si occupa di didattica (organizzando e promuovendo corsi, presso sé stessa come in altri luoghi, con durate e modalità differenti, a pagamento o gratuiti, di 12, 18, 24 o N ore), di ricerca (organizzando squadre multidisciplinari di ricercatori che lavorano su progetti), di produzione (attraverso un fablab / hackerspace dotato di macchine per la prototipazione digitale o analogica), e di costruzione di comunità (attraverso la condivisione dei processi decisionali e il costante coinvolgimento della community nella co-progettazione della scuola stessa).

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg Potresti descriverla in 10 parole?

Un istituto didattico, centro di ricerca (artistica e tecnologica) per il commercio, l’industria e l’artigianato.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg Come funziona il processo di organizzazione dei laboratori?

Ogni attività è descritta da due documenti, un budget (che assicura la sostenibilità economica dell’operazione) e un blueprint (che determina gli aspetti contenutistici dell’operazione). Questi due documenti vengono sottoposti al CdA e se approvati diventano un’attività. Il metodo di selezione delle attività è duplice, da una parte abbiamo attivato strumenti di ascolto attraverso i quali raccogliamo le idee della community (slack, fb, gestionale, modulo online), dall’altra interpretiamo i dati che vengono prodotti dalla community per proporre noi attività che riteniamo utili o strategiche. Esiste un vademecum che formalizza e codifica tutte le fasi dell’organizzazione di un’attività, dall’ideazione fino alla produzione e alla documentazione.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg Possiamo dire che la scuola ha più o meno la stessa ideologia dei progetti wikimedia, cioè la condivisione della conoscenza che deve essere aperta e disponibile a tutti? Qual è il tuo pensiero in merito?

Il mio pensiero è molto radicale, credo che l’innovazione sia sempre sociale, altrimenti è speculazione sull’ignoranza degli altri. Ciò significa che sono del parere che la conoscenza sia un bene comune, e come tale non sia brevettabile o “difendibile”, credo che le idee non appartengano a nessuno, e che vadano con chi dà loro voce e gambe. Credo che un mondo più giusto dovrebbe essere un mondo in cui la proprietà intellettuale non esiste, e il diritto d’autore men che meno. Un mondo dove le informazioni sono come l’acqua, tutti le usano, e tutti se ne prendono cura. Questo significa che c’è ancora molta strada da fare.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg Che fine fanno i risultati delle vostre attività?

Tutto è documentato e messo a disposizione attraverso repository git, post sul blog della scuola, drive condivisi, etc.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg Quanti "studenti" sono passati dalla scuola ad oggi?

Siamo nell’ordine dei 500 soggetti da tutta l’Italia (più di metà vengono da territori extra regionali) in 2 anni di attività.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg Quanti "docenti"?

Siamo nell’ordine dei 100 docenti, anche questi da tutta l’Italia, e in alcuni casi da paesi stranieri.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg Quanti corsi avete organizzato dall'apertura?

Nei primi 24 mesi si sono svolte a SOS 60 attività, tra corsi, eventi e laboratori xyz.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg Siete stati citati in qualche pubblicazione/articolo/ricerca?

SOS è stata oggetto di uno studio presentato ad Atlanta da Nunzia Coco, in materia di social innovation. Inoltre ci sono numerose tesi di laurea sviluppate in differenti atenei italiani che hanno come oggetto diretto o indiretto il lavoro della SOS.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg Avete mai avuto contatti o collaborazioni con le aziende?

Abbiamo lavorato in molti casi con soggetti imprenditoriali di varia natura (società, cooperative, etc.) sviluppando per loro progetti di ricerca, commesse di produzione o moduli didattici.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg Qual è l'ultimo corso che avete realizzato? Quali sono stati gli output?

Back to Kastrignana è stato l’ultimo a svolgersi, era un incontro da centri di produzione culturale indipendente di tutto il Paese, l’obiettivo era lavorare assieme alla costituzione di una rete nazionale. Attualmente è in corso un altro corso, organizzato per SPORE sul tema del design generativo e parametrico, tenuto dal collettivo olandese OPEN RNDR.

W@H waves left.svgW@HW@H waves right.svg Che cos'è XYZ? Quando, come e dove si svolge?

XYZ è un laboratorio di ricerca e co-progettazione che lavora su 3 assi, X (comunicazione), Y (strumenti) e Z (processi), l’oggetto del laboratorio così come i docenti e gli output vengono ridefiniti di edizione in edizione. La durata può oscillare tra i 7 e i 15 giorni. Si svolge quando e dove c’è bisogno / richiesta. Fino ad oggi si sono tenuti 3 xyz, tutti a Bari, due sulla SOS e uno su Officina degli Esordi. Attualmente sono in cantiere altre due edizioni, una si dovrebbe svolgere a Napoli, presso il quartiere Sanità, e l’altra in Basilicata.