Israele: richiusi i valichi, la Siria propone sul Golan, l'Iran rifiuta il riconoscimento

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martedì 16 dicembre 2008

Israele ha deciso una nuova chiusura dei valichi con la Striscia di Gaza a seguito del lancio in mattinata di 4 razzi. L'azione è stata rivendicata dalla Jihad Islamica Palestinese in risposta all'uccisione da parte dalla polizia israeliana a Jenin, in Cisgiordania, di uno dei suoi esponenti, Jihad Nawhada.

Già ieri si era registrato il lancio di qassam verso la città di Ashqelon, mentre quelli di oggi sono precipitati nel Neghev.

Da Damasco il presidente Bashar al-Assad ha affermato che la Siria vorrebbe prendere una posizione chiara sulle alture del Golan prima di intavolare trattative di pace con Israele. Per questo motivo, attraverso una mediazione turca, è stato inviato allo stato ebraico una documento che propone la definizione dei confini dell'area contesa.

Secondo delle fonti: «Il presidente (Assad ndR) è stato chiaro sul fatto che la Siria vuole sapere il punto di vista israeliano riguardo il territorio siriano occupato, prima che si facciano dei progressi» e «Secondo il pensiero siriano, un accordo con Israele su sei punti (geografici), potrebbe contribuire ad intavolare una pace per il prossimo anno. Ma Israele potrebbe non essere in grado di fornire una risposta in un tempo utile, in quanto è scosso da sconvolgimenti politici».

I colloqui indiretti tra Siria e Israele erano stati interrotti tre mesi fa, a seguito delle dimissioni del il Primo Ministro israeliano Ehud Olmert.

Dall'Iran il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha affermato, in un comizio ad Awaz, che la Repubblica Islamica «non riconoscerà mai Israele, e chi vuole avere rapporti con Teheran deve tenerlo a mente».

Il politico iraniano ha sostenuto ciò in seguito all'affermazione del presidente francese Nicolas Sarkozy il quale aveva detto che si sarebbe rifiutato di stringere la mano al suo omologo a seguito delle sue opinioni circa la necessità di cancellare Israele dalle carte geografiche.

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Fonti[modifica]

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