Italia: record mondiale di 624.330 "auto blu"

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giovedì 6 agosto 2009

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L'Italia rinnova il suo record mondiale di auto blu: secondo i nuovi dati diffusi da Contribuenti.it nel nostro paese girano attualmente 624.330 unità, con una crescita del +2,7% negli ultimi sei mesi, quando la quota era ferma a 607.918 vetture a carico pubblico.

La classifica ci pone primi in vetta, distaccando gli Stati Uniti d'America, che hanno ridotto le loro 75.000 di dicembre a 72.000, la Francia con 63.000 (64.000 a fine 2008), il Regno Unito con 56.000 (+ 1.000 vetture), la Germania con 53.000 (+ 2.000 vetture), la Turchia con 52.000 (+ 1.000 vetture), la Spagna rimane stabile a 42.000, il Giappone con 31.000 (- 1.000), la Grecia stabile a 30.000 e il Portogallo con 22.000 (in calo di 1.000 auto da dicembre 2008).

L'analisi è stata fatta analizzando il parco auto esistente di proprietà, in leasing o in noleggio di Stato, regioni, province, comuni, municipalità, ASL, comunità montane, enti pubblici, enti pubblici non economici e società misto pubblico-private, società per azioni a totale partecipazione pubblica.

Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it, ha detto: «In Italia gli amministratori pubblici hanno superato ogni limite», bisognerebbe pubblicare «il nome degli utilizzatori e tassarli come fringe-benefit per ridurre drasticamente il parco auto della pubblica amministrazione oltre ad avere «una norma che stabilisce il limite di cilindrata».

Il presidente segnala inoltre: «la legge del 1991 che limitava l'uso esclusivo delle auto blu ai soli ministri, sottosegretari e ad alcuni direttori generali: da allora si sono sempre proposte regolamentazioni e tagli, mai effettuati».

Il presidente di Codacons, Carlo Rienzi: «Siamo di fronte ad una vergogna nazionale. Bisognerebbe cambiare, nel nostro Paese, il modo di pensare dei politici, e di quanti lavorano nella Pubblica amministrazione. Se prendere i mezzi sarebbe impossibile per loro, che almeno salgano sui taxi: meno costosi di una macchina con autista, che passa ore ed ore ferma ad aspettare».

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