Italia: sequestrate 400 agenzie di "money transfer" abusive

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lunedì 5 marzo 2007

Il logo della "Western Union-Money transfer"

Oltre mille uomini della Guardia di Finanza di Ancona e del Nucleo speciale di polizia valutaria di Roma, impegnati nell'operazione "Easy money", hanno proceduto al sequestro di 401 agenzie abusive aderenti al circuito "Money Transfer", nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Ancona.

L'attività d'inchiesta ha coinvolto tutte le regioni italiane, con l'esclusione di Sardegna e Molise, ed ha accertato oltre 280mila transazioni realizzate in violazione del Testo unico delle leggi bancarie, per circa 88 milioni di euro.

Alcune delle movimentazioni illecite di denaro scoperte dalle "fiamme gialle" sono riconducibili a tre soggetti sospettati di essere aderenti ad organizzazioni terroristiche islamiche e residenti in provincia di Ancona. In altri casi, i valori trasferiti attraverso il circuito internazionale provenivano da scommesse clandestine, dallo spaccio di sostanze stupefacenti e dall'evasione fiscale.

Un sistema bancario parallelo[modifica]

Secondo il Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, quelli ottenuti dall'inchiesta "Easy money" «sono stati risultati superiori ad ogni aspettativa risultati strabilianti perché abbiamo scoperto cose che non ci si aspettava nemmeno potessero accadere». Il magistrato ha anche parlato di un vero e proprio «sistema bancario parallelo».

Secondo le stime degli investigatori, circa il 30% dei punti di raccolta di denaro contante sarebbero abusivi o irregolari.

Il "Money transfer" in Italia[modifica]

L'Italia è uno dei Paesi nei quali il sistema del "money transfer" è particolarmente attivo, utilizzato per lo più dagli immigrati. Il mercato italiano è secondo al mondo, dopo quello statunitense, con circa 1,4 miliardi di euro all'anno di transazioni.

Il 36% dei fondi inviati dall'Italia sono diretti in Cina (37 mln di euro), con una media di 3.163 euro a transazione; 23,2mln di euro sono inviati in Romania e 21,4 mln di euro in Marocco.

I precedenti[modifica]

In un'indagine condotta un anno fa dal Nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza evidenziò irregolarità nell'86% delle agenzie controllate; all'epoca 215 persone furono deferite all'Autorità giudiziaria.

Fonti[modifica]