LEN Champions League: affermazioni di Pro Recco e AN Brescia

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

giovedì 21 novembre 2013
Inizia con una vittoria la quarta e penultima fase della LEN Champions League 2013-2014 per le due formazioni italiane ancora in gioco (l’Acquachiara è stata eliminata nella seconda fase e, di conseguenza, “retrocessa” in Euro Cup). La Pro Recco, campione d’Italia in carica e 7 volte vincitrice del massimo torneo europeo per club, sbanca la piscina dell’Eger, attualmente in testa al campionato ungherese, uno dei 4 principali al mondo insieme a quelli italiano, croato e serbo. Il risultato finale di 8-7 riflette alla perfezione l’equilibrio della gara, dopo un avvio choc per la formazione ligure che si è trovata sullo 0-3. Limita i danni Ivović con una doppietta, ma l’ungherese Hárai permette all’Eger di chiudere il primo quarto in vantaggio sul 4-2. Il copione del secondo quarto è simile al primo, ma a parti invertite. È infatti la Pro Recco a segnare tre reti in sequenza, nell’ordine i marcatori sono Lapenna, Figari e Figlioli, a portare il risultato sul 5-4 per i campioni d’Italia. Lapenna tuttavia (unico centroboa disponibile) è costretto a uscire dopo il gol a causa di un pugno ricevuto in pieno viso. Sul 5-4 l’Eger ha la possibilità di pareggiare su rigore, ma il tiro di Kovács viene parato da Tempesti, e così si chiude il secondo quarto. Gli ultimi due quarti sono al cardiopalma, con l’Eger che torna a sorpassare gli avversari portandosi sul 7-6. Pareggia Ivović e Giorgetti stabilisce il definitivo 8-7 a tre minuti dal termine.

Eccellente esordio, dal canto suo, per l’AN Brescia. Esordio, perché la squadra lombarda inizia la sua Champions League proprio a partire da questa quarta fase (ufficialmente denominata Turno preliminare), essendo una delle otto squadre che ha goduto della wild card. In realtà l’espressione wild card non sembra rendere piena giustizia alle squadre che ne hanno beneficiato, dal momento che la qualificazione alla manifestazione l’hanno ottenuta di diritto (nella fattispecie, la squadra bresciana è vice-campione d’Italia). La wild card consiste semplicemente nell’evitare alle squadre a cui è stata concessa i primi tre turni della competizione, il terzo dei quali piuttosto impegnativo, se è vero che già in quel turno si è vista una finale anticipata fra due delle principali favorite al titolo, ovvero Pro Recco e Stella Rossa. Un incontro ad eliminazione diretta ad andata e ritorno che ha visto prevalere i recchelini solo dopo i tiri di rigore, e che ha gettato molti dubbi sulla giustizia di questa formula pensata dalla LEN. Se una squadra forte come la Stella Rossa, sicuramente una delle migliori al mondo, viene eliminata ancor prima che altre squadre ad essa inferiori esordiscano, la Champions League non è da considerarsi veramente tale, secondo molti. Altrettanti sostengono che la formula, al contrario, sia avvincente, e che l’errore sia da imputare alla federazione serba. La LEN si limita, infatti, ad assegnare una wild card a ciascuna delle otto federazioni nazionali principali; sta poi alle federazioni nazionali scegliere a quale squadra assegnarla. La Serbia ha pensato di concederla al Partizan, oggettivamente la meno forte delle tre squadre serbe in competizione, confidando sul fatto che Radnički e Stella Rossa avrebbero passato indenni il terzo turno proprio in virtù della loro indubbia forza, e assicurarsi così la presenza di tutte e tre le formazioni serbe nel turno preliminare. Il gioco però non è riuscito alla federazione balcanica, e dopo la cocente eliminazione della Stella Rossa, ora l’unica squadra di quel paese che possa veramente puntare al titolo è il Radnički di Kragujevac. Se già c’erano pochi dubbi al riguardo, la certezza è venuta con l’agevole affermazione della pur forte AN Brescia proprio sul Partizan per 11-6.

I belgradesi bianconeri, vincitori di 7 titoli europei (l’ultimo dei quali nel 2011), e attualmente in piena fase di rinnovamento, partono tuttavia alla grande, chiudendo il primo quarto sul 3-1, grazie soprattutto al 19enne Dušan Mandić e al portiere Stefan Živojinović. Passa poi però in cattedra la coppia di francesi dell’AN Bodegas-Crousillat (quest’ultimo naturalizzato montenegrino) che, coadiuvati da un ottimo Nicholas Presciutti e ovviamente dal resto della squadra, portano il risultato all’intervallo sul 4-4. Alla ripresa Mandić non vuole spegnersi, e a questo punto entra in scena il savonese Rizzo, autore di ben sette reti nell’ultima giornata di campionato, che con due sassate permette ai suoi di staccare i serbi sul 7-5, a cui si aggiunge una rete di Bodegas a portare a tre le lunghezze di distanza. Con questo risultato si conclude il terzo quarto, e la partita, ormai incanalata, finisce con una standing ovation del copioso pubblico presente al nuovissimo Centro Natatorio Mompiano.

Nel gruppo A, quello della Pro Recco, si segnalano le vittorie dei croati dello Jug Dubrovnik sui greci dell’Olympiakos per 11-9 e degli spagnoli del Barceloneta sui croati del Primorje per 8-7. Nel gruppo B, invece, oltre al successo dell’AN Brescia, vincono il Radnički sul Galatasaray per 11-7 (in Turchia) e lo Spandau Berlino in casa contro i rumeni dell’Oradea. Si qualificano alla Final Six le prime tre del gruppo B, e le prime due del gruppo A oltre al Barceloneta, ammesso di diritto in quanto squadra ospitante.

Altri progetti[modifica]

Fonti[modifica]