La Francia "sfiducia" Sarkozy alle amministrative: oltre 7 punti di vantaggio ai socialisti

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lunedì 10 marzo 2008

Sconfitta alle elezioni amministrative in Francia per il partito di centro-destra del presidente Nicolas Sarkozy, l'Union pour un Mouvement Populaire, che si distacca di oltre 7 punti percentuali dal Parti Socialiste di François Hollande, l'ex compagno di Ségolène Royal.

L'UMP si è assestato al 40%, contro il 47,5% dei socialisti, che hanno ottenuto importanti vittorie a livello comunale. A Parigi, riconfermato il sindaco uscente Bertrand Delanoe, che ha momentaneamente sconfitto Francoise De Panafieu con il 40% delle preferenze; tuttavia, entrambi saranno costretti ad affrontare il secondo turno, non avendo raggiunto il 50%+1 delle preferenze necessarie per evitare un ballottaggio. Riconferma socialista anche a Lione per Gerrard Collomb contro Dominique Perben, che, con il 51,5% dei voti si è guadagnato la poltrona al primo turno. La sinistra conquista anche Rouen, ma dovrà affrontare il ballottaggio a Lille, Strasburgo e Tolosa, dove però sembra favorita.

Bordeaux resta in mano all'ex primo ministro Alain Juppè dell'UMP, così come Marsiglia per Jean-Claude Gaudin (poco meno del 45% delle preferenze), dove, però, si andrà alla seconda tornata.

A Neuilly-sur-Seine, roccaforte della destra del presidente in carica, suscita interesse la vittoria, con il 52% dei voti, di Jean Sarkozy, 21enne figlio del capo dell'Eliseo, che è stato quindi eletto al consiglio dipartimentale di Hauts-de-Seine, ruolo che il padre ha ricoperto fino alla nomina presidenziale.

Forti e variegate le reazioni politiche, che di fatto rappresenterebbero un atto di sfiducia a Sarkozy, eletto da poco meno di un anno, per il quale il voto di ieri ha rappresentato il primo test con l'elettorato che l'ha scelto a maggio 2007. La socialista Royal, commentando la vittoria del suo partito, ha detto: «I risultati sono un voto punitivo ma anche di speranza perché si inventi un nuovo modo di agire e di stare insieme e perché si smetta di dare a chi ha già di più», per poi aggiungere che ai vari ballottaggi di domenica prossima «è necessaria "una vittoria definitiva" per una Francia che è "mal comandata, mal governata ed è ormai un paese a rischio"».

Cauto commento del primo ministro François Fillon, che, parlando a posto del presidente, ha definito il risultato «più equilibrato» rispetto ai sondaggi.

Fonti[modifica]