La famiglia di Federico Aldrovandi risarcita dallo Stato

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domenica 10 ottobre 2010

Due milioni di euro in cambio della rinuncia a presentarsi come parte civile nel secondo grado di giudizio contro i quattro poliziotti responsabili della morte del figlio. In sintesi, è questo l'accordo che lo Stato ha siglato con la famiglia di Federico Aldrovandi, il giovane 18enne ucciso a Ferrara il 25 settembre 2006. In primo grado, il giudice ha punito i responsabili della morte di Aldrovandi con una condanna a 24 mesi di reclusione, con il capo di imputazione di eccesso colposo in omicidio colposo.

Queste le parole di Patrizia Moretti, la madre di Federico: «È un altro passo: una tragedia così non si chiuderà mai, Federico non ce lo restituirà mai nessuno, ma l'importante è che la sua memoria sia quella giusta. Quello che mi interessava era far sapere quello che è successo, e questo è un obiettivo raggiunto».

Il legale della famiglia Aldrovandi, Fabio Anselmo, ha commentato: «Sono soddisfatto dal punto di vista professionale, si tratta di una ammissione di responsabilità di indubbia valenza ma anche dispiaciuto dal punto di vista umano, avrei voluto essere in appello». «Oggi si può iniziare a parlare di pacificazione», ha poi aggiunto Anselmo, che inoltre dichiara: «In prima fila alla proiezione ferrarese del film È stato morto un ragazzo , firmato dal giornalista Filippo Vendemmiati sulla vicenda di Federico, c'era il questore, e anche lo stesso Manganelli [capo della Polizia di Stato, n.d.r.] è stato molto vicino alla madre». «L'associazione delle vittime delle forze dell'ordine che stiamo fondando nasce per aiutare chi si trova in situazioni simili ed è in difficoltà. Lo scopo è chiedere aiuto allo Stato affinché non lasci solo chi si trova in queste situazioni».

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Fonti[modifica]