Manchester, kamikaze al concerto di Ariana Grande: 22 morti e 59 feriti; anche bambini tra le vittime

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mercoledì 24 maggio 2017
Nuovo attentato terroristico due sere fa nel Regno Unito: a Manchester un kamikaze si è fatto esplodere nel foyer della Manchester Arena (la più grande arena indoor d'Europa, con oltre 21mila posti), al termine del concerto della cantante statunitense Ariana Grande, il cui pubblico era composto in gran parte da bambini, preadolescenti ed adolescenti; finora si ha notizia di 22 morti - tra i quali anche bambini - e di almeno 60 feriti, diventando il peggiore attacco terroristico nel Regno Unito dal 7 luglio 2005, quando a Londra quattro bombe piazzate da Al Qaeda su mezzi di trasporto pubblico uccisero 56 persone, compresi i quattro kamikaze, e ne ferirono 700. Inizialmente si è parlato di due o più boati, poi è stata confermata una sola deflagrazione, individuata nella zona del foyer, non lontano dalle biglietterie, subito fuori dall'area degli spalti.

Ian Hopkins, capo della polizia della città, ha confermato che si tratta di un attacco terroristico, specificando che l'attentatore aveva con sé un ordigno rudimentale micidiale, in quanto contenente chiodi.

Pochi minuti dopo le prime notizie, la Greater Manchester Police ha diffuso un primo messaggio, invitando la gente a non avvicinarsi alla zona dell'esplosione; intanto la stazione della metropolitana di Victoria, la più vicina all'arena, veniva chiusa, interrompendo così il servizio di trasporto.

A Chorlton - una cittadina pochi chilometri a sud di Manchester - è stato arrestato un 23enne sospettato di avere connessioni con l'attacco; l'uomo si trovava vicino ad un supermercato della catena Morrisons.

Il Site, sito statunitense che monitora l'estremismo su Internet, ha affermato che l'Isis, tramite l'agenzia di stampa Amaq, ha rivendicato l'attentato, affermando che uno dei suoi membri ha compiuto l'attacco alla Manchester Arena.

Fonti[modifica]