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Manifesti ateo-agnostici: continuano le polemiche

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venerdì 12 giugno 2009

Campagna Ateobus a Londra

Continua la campagna della UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti) a favore del laicismo e dell'ateismo in Italia e continuano le reazioni negative. L'ultimo avvenimento risale al 9 giugno scorso: il maresciallo dei Carabinieri di Papozze, comune della provincia di Rovigo, ha ordinato di rimuovere i manifesti della UAAR che, a suo parere, offendevano il «sentimento religioso» della popolazione con la frase «La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno». Successivamente il sindaco della cittadina si è detto stupito dell'avvenimento.

La stessa campagna, proposta nello scorso gennaio per gli autobus (i cosiddetti "ateobus") della città di Genova, era stata rifiutata dall'agenzia pubblicitaria IGPDecaux secondo motivazioni basate sul Codice di autodisciplina pubblicitaria[1] che vieta «i messaggi commerciali che possano offendere la sensibilità religiosa, morale, civile o la dignità della persona». Lo stesso slogan era stato preventivamente autorizzato per essere diffuso sugli autobus londinesi, dove aveva preso inizio la campagna Ateobus a cura della BHA (British Humanist Association)[2].

Ai primi di febbraio l'associazione cattolica romana VeraLibertà aveva espresso ostilità contro le affissioni pubblicitarie contenenti messaggi atei o agnostici;[3] l'associazione aveva preso di mira i cartelli pubblicitari del film Religiolus, di Larry Charles, su cui avevano posto degli adesivi che recitavano Ateo no come richiesta di censura del film, definito empio e amorale.

Certamente più violento il messaggio del 27 febbraio diffuso dal circolo di Forza Nuova di Pescara che, «a vile, squallida e blasfema provocazione di un manipolo di adepti dell'associazione UAAR» propose di «riparare materialmente alla grave offesa che questi manifesti provocano alla città di Pescara ed ai suoi cittadini, rimuovendoli uno dopo l'altro».

Congresso UAAR nel 2007

Una posizione simile era stata espressa il giorno successivo dall'amministrazione comunale di Vasto, in provincia di Chieti: il comune, governato dal Partito Democratico, alla fine di febbraio dichiarava: «Non faremo come Pescara, in questa città non verrà autorizzata alcuna affissione che inneggia all'ateismo [...] Sono frasi che offendono la coscienza di amministratori e cittadini, a Vasto il divieto di affissione è categorico e nel caso in cui dovessimo vedere uno di quei manifesti attaccato abusivamente li strapperemo di persona».

A Cernusco sul Naviglio alcuni manifesti dell'UAAR erano stati strappati tempo addietro.

Nel resto d'Europa la situazione è altrettanto varia, infatti diversi governi hanno preso posizioni differenti riguardo a manifesti atei o agnostici: Regno Unito, Svezia e, dall’altra parte dell’Oceano, Chicago per gli Stati Uniti d'America hanno autorizzato la diffusione di questi messaggi pubblicitari.

Di opinione contraria l’Austria e la Germania che non hanno concesso le autorizzazioni per la diffusione della pubblicità non-credente sugli autobus mentre in Ungheria, come risposta alle campagne atee europee, circolano già autobus e tram con lo slogan "If there really is no God, we should start worrying" ("Se veramente Dio non esistesse, dovremmo cominciare a preoccuparci").

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Fonti

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Note

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  1. Codice di autodisciplina pubblicitaria
  2. BHA - British Humanist Association
  3. VeraLibertà