Milano: Una città per tutti ? Il futuro di Città Studi si chiama Università

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giovedì 28 febbraio 2019

Un edificio del 1915

Si è svolto il 28/2/19 nell'Aula Levi della Statale a Città Studi il convegno Una città per tutti? Il futuro di Città Studi si chiama Università organizzato da Progetto Lambrate, Osservatorio Zona Tre, Assemblea Città Studi e Ass. Familiari e Amici di Fausto e Iaio. Hanno parlato Mario Vitiello di Progetto Lambrate, Salvatore Settis, Accademico dei Lincei, Paolo Berdini, urbanista ex-assessore al Comune di Roma, Serena Vicari Haddock, docente di sociologia urbana dell'Università di Milano Bicocca.

Salvatore Settis ha criticato l'idea di realizzare campus universitari fuori dalle città, che non fa parte della tradizione europea e che in Italia non ha mai funzionato, e la riduzione dei fondi all'Università realizzata dal governo Berlusconi con i ministri Tremonti e Gelmini che i successivi governi di centrosinistra Letta, Renzi e Gentiloni non hanno ripristinato. Ha confrontato lo spostamento dei dipartimenti scientifici di Città Studi a Expo con lo spostamento a Expo della Scala o dell'Accademia di Brera. Ha concluso che le Università, che dovrebbero essere il luogo della progettazione di un futuro migliore, non devono essere allontanate dalle città. "La disuguaglianza è il grande problema del nostro paese, lo spostamento creerà maggiore uguaglianza o disuguaglianza?" ha detto. Berdini ha fatto un esame della evoluzione dei valori immobiliari in Italia con differenze marcate tra grandi e piccole città e all'interno delle città stesse. "Se vince questa idea nefasta di togliere un pezzo della vita da Milano, le conseguenze saranno negative per tutta l'Italia", ha detto, altre città seguiranno. "Milano è ormai controllata dai grandi fondi immobiliari internazionali", ha detto ed ha elencato tutti gli attori del settore immobiliare milanese, da Lendlease a Hines.

Sono intervenuti alla fine il Prof. Tarallo del dipartimento di Matematica, che ha spiegato che il dipartimento perderebbe gran parte dei suoi studenti e che non sono previsti spazi per lo studio personale degli studenti (nei requisiti è prevista solo la presenza di 2000 studenti sui 20.000 iscritti e le aule studio sono sostitute da spazi nei corridoi e nei bagni), Marina Romanò dell'Assemblea Città Studi che ha riscostruito la storia dell'opposizione del quartiere, lo studente di Fisica Jacopo Ciccojanni, Angelo Avelli di Progetto Lambrate, Francesco Pagnotta, dipendente tecnico-amministrativo di Unimi.

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