Questa è una voce in vetrina. Clicca qui per maggiori informazioni

Italia: oggi e domani al voto, si elegge il nuovo Parlamento

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

9 aprile 2006

Bandiera italiana
Segui lo speciale Elezioni politiche italiane 2006 su Wikinews!
Flag of Italy.svg

Domenica 9 aprile, dalle 8, verranno aperti i seggi per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Le elezioni riguardano 47.160.244 cittadini residenti in Italia, per eleggere 618 deputati, mentre per eleggere i 309 senatori saranno chiamati al voto 43.062.020 cittadini al di sopra dei 25 anni. In entrambi i casi le donne chiamate a votare saranno più degli uomini (22 milioni e mezzo al Senato, 20 milioni e mezzo per la Camera).

Sono invece chiuse le urne per gli italiani residenti all'estero (in modo stabile o temporaneo), che sono 2.623.382 cittadini per l'elezione di 12 deputati, e 2.358.521 per eleggere 6 senatori. Le urne, chiuse giovedì scorso, si stanno raccogliendo presso la corte d'appello di Roma, dove verranno scrutinate lunedì, contemporaneamente alle schede dei residenti. Secondo la Farnesina e il Viminale, hanno votato all'estero il 42,7% degli elettori.

I 60.977 seggi elettorali saranno aperti domenica 9 aprile, dalle 8 alle 22, e lunedì 10 aprile dalle 7 alle 15. Subito dopo la chiusura delle urne inizierà lo spoglio dei voti, che riguarderà prima il Senato, poi la Camera. Le operazioni di voto dovrebbero durare molto meno, poiché non si dovranno esprimere preferenze, evitando contestazioni.

Come votare

Bisogna recarsi al seggio con la tessera elettorale e un documento di identità. Chi avesse smarrito la tessera, potrà richiederla all'ufficio elettorale del proprio comune anche durante le operazioni di voto; allo stesso modo, chi non avesse un documento di riconoscimento valido, potrà richiedere la carta di identità all'ufficio anagrafe del proprio comune, poiché, come l'ufficio elettorale, rimarrà sempre aperto durante le operazioni di voto.

Sono ammessi come documento di riconoscimento, tutti i documenti recanti una fotografia, quali: carta d'identità, patente, passaporto, libretto di pensione, tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale, tessera di riconoscimento rilasciata dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, purché convalidata da un comando militare.

Questi documenti sono considerati validi per accedere al voto anche se scaduti, purché possano assicurare la precisa identificazione dell’elettore. L’identificazione può avvenire anche attraverso uno dei membri del seggio che conosca personalmente l’elettore e ne attesti l’identità oppure un altro elettore del Comune, noto al seggio (provvisto di documento valido), che ne attesti l’identità.

Una volta riconosciuto, l'elettore riceverà una tessera rosa, per la Camera dei Deputati, e, se ha compiuto 25 anni alla data del 9 aprile 2006, una scheda gialla, per il Senato della Repubblica. Aprendo la scheda (di dimensioni variabili a seconda delle regioni e delle circoscrizioni, presumibilmente 40x22), l'elettore potrà vedere i simboli dei partiti ammessi alle consultazioni disposte su file orizzontali. Su una stessa fila saranno presenti i partiti appartenenti alla medesima coalizione.

Una volta individuato il simbolo del partito prescelto, si dovrà apporre un solo segno con la matita in dotazione al seggio. Non bisognerà apporre alcun altro segno e non bisognerà scrivere alcuna preferenza, pena l'annullamento del voto. In Valle d'Aosta e in Trentino-Alto Adige (solo al Senato) sarà possibile esprimere preferenze, poiché è rimasto in vigore il sistema maggioritario. Per esprimere il proprio voto bisognerà fare un segno con la matita sul simbolo o sul nome del candidato o sul rettangolo che li contiene.

Il riparto dei voti alla Camera

Montecitorio, sede della Camera dei Deputati

I voti verranno ripartiti secondo un sistema proporzionale, reintrodotto dopo dieci anni di maggioritario, con una legge approvata nel finale della scorsa legislatura. Secondo questa legge, l'Italia viene divisa in 26 circoscrizioni elettorali, più la Valle d'Aosta. Il sistema prevede anche soglie di sbarramento e premi di maggioranza.

Il premio di maggioranza prevede che la coalizione che ha avuto almeno la maggioranza più uno dei voti ha diritto al 55% dei seggi disponibili, ovvero 340. Alla coalizione sconfitta, invece, spetteranno 277 deputati. Un altro seggio verrà assegnato dalla Valle d'Aosta con il sistema uninominale (ovvero, il deputato della coalizione che ottiene più voti). A tutti questi deputati si aggiungeranno il 12 eletti nella circoscrizione estero. Ovviamente il premio di maggioranza non viene considerato se una coalizione supera il 55% dei voti.

Alla Camera, le soglie di sbarramento sono: 10% per ciascuna coalizione, 4% per i partiti non coalizzati, 2% per i partiti coalizzati. I voti dei partiti coalizzati che non superano lo sbarramento, pur non partecipando al riparto dei seggi, contribuiranno alla vittoria della propria coalizione. Inoltre, all'interno della coalizione, parteciperà al riparto dei deputati anche il maggiore partito sotto il 2%.

I seggi verranno distribuiti ai vari partiti secondo le liste consegnate al Ministero dell'Interno, nello stesso ordine della lista stessa.

Il riparto dei voti al Senato

Un sistema simile viene utilizzato pure al Senato, ma su base regionale. Ogni coalizione riceve deputati in base ai voti ricevuti in una certa regione. Se una coalizione riceve almeno la maggioranza dei voti, avrà diritto al 55% dei senatori che si assegnano in quella regione. Come alla Camera, se una coalizione supera il 55% dei voti, non verrà applicato il premio di maggioranza. Le soglie di sbarramento sono: 20% per le coalizioni, 8% per i partiti non coalizzati, 3% per i partiti coalizzati.

Appello del Viminale

Il Viminale (Ministero dell'Interno), con una nota, ha invitato gli elettori a recarsi al seggio in modo responsabile: non bisogna dimenticare né il documento di identità, né la tessera elettorale. Il Ministero dell'Interno, inoltre, invita gli elettori a non andare a votare nelle ore tradizionalmente più affollate, ovvero in quelle di chiusura dei seggi, per facilitare le operazioni di voto e il lavoro dei presidenti e degli scrutatori.

Fonti

Vetrina Questo è un articolo in vetrina, il che significa che è stato identificato come uno dei migliori articoli prodotti dalla comunità.
Qualsiasi miglioramento che non comprometta il lavoro svolto è comunque ben accetto.
Vai alla votazione · Segnalazioni · Archivio