Pakistan: il figlio della Bhutto è il nuovo leader del PPP, verso un rinvio delle elezioni

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

domenica 30 dicembre 2007

La bandiera del partito della Bhutto

Bilawal Bhutto Zardari, il giovane figlio di Benazir Bhutto, l'ex primo ministro del Pakistan assassinata il 27 dicembre scorso, è stato scelto come nuovo presidente del partito della madre, il Partito del Popolo Pakistano. L'annuncio della designazione del 19enne, che succederà alla madre alla guida dell'opposizione nel paese asiatico avvolto in una grave crisi sociale e politica, è stato fatto da alcuni esponenti del partito stesso. Come vice-presidente è stato nominato Asif Ali Zardari, marito della compianta Benazir.

Intanto, il partito del presidente Pervez Musharraf ha fatto sapere di aver sospeso la campagna elettorale; ciò potrebbe essere un'avvisaglia del sempre più probabile rinvio delle consultazioni elettorali previste per martedì 8 gennaio. Con il rinvio, che sposterebbe le elezioni di 10-12 settimane, si andrebbe a creare un clima più favorevole per i cittadini che si recheranno al voto, poiché «non c'è un clima in cui possiamo rivolgerci agli elettori», secondo quanto affermato dal portavoce della Lega musulmana, il partito del presidente Musharraf.

Ma se le elezioni si dovessero tenere normalmente l'8 gennaio, il PPP non le boicotterà, perché, come detto dal marito della Bhutto Asif Ali Zardari, «Dobbiamo lavorare per portare a compimento i sogni e le aspirazioni di mia moglie.» E sulla ipotesi di boicottaggio potrebbe ritornare anche l'altro leader d'opposizione, Nawaz Sharif, che potrebbe decidere di partecipare con il suo raggruppamento se lo facesse il PPP.

E, nel frattempo, l'India ha fatto ripartire i treni che collegano il suo paese con il vicino Pakistan: il servizio ferroviario verso Lahore del Samjhauta Express era stato bloccato alle prime avvisaglie dei violenti scorsi dei giorni scorsi, che hanno provocato circa 40 morti.

Articoli correlati[modifica]

Fonti[modifica]