Roma: in piazza davanti al Vaticano per commemorare Alfredo Ormando

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Roma, domenica 13 gennaio 2008

Si è tenuta oggi in piazza Pio XII, al confine con lo Stato della Città del Vaticano, la commemorazione del decimo anniversario della morte di Alfredo Ormando. Questi, uno scrittore siciliano omosessuale all’epoca trentanovenne, il 13 gennaio 1998 si recò a Roma e, cosparsosi di benzina, si diede fuoco per denunciare l’omofobia, a suo dire ispirata in primis dagli insegnamenti della religione cattolica. Dopo 10 giorni di agonia, morì a causa delle gravissime ustioni all’ospedale Sant’Eugenio di Roma senza mai riprendere conoscenza. Ormando, cattolico praticante ed ex seminarista, prima di recarsi a Roma per suicidarsi lasciò una serie di lettere indirizzate con diversi destinatari (i fratelli, il cognato, le associazioni omosessuali, la stampa) in cui spiegò le ragioni del suo suicidio.

La manifestazione odierna. Al centro Aurelio Mancuso; il terzo da destra è Franco Grillini

Il 13 gennaio 2001 si tenne la prima commemorazione in piazza Pio XII e, da allora, ogni anno le organizzazioni omosessuali e quelle di libero pensiero e laiche hanno continuato a riunirsi nello stesso luogo per portare all’attenzione del grande pubblico gli ostacoli che ancora oggi incontrano tutti coloro che abbiano inclinazioni diversa da quella eterosessuale.

Il vescovo ortodosso Giovanni Mapelli

Il raduno odierno si è tenuto alle 14 per iniziativa dell’Arcigay: un centinaio di persone hanno preso parte alla commemorazione, cui hanno aderito ufficialmente altre sigle, quali NO-VAT e l’UAAR. Hanno preso la parola tra gli altri Aurelio Mancuso (presidente nazionale di Arcigay), Giulio Cesare Vallocchia (UAAR, fondatore di No God) e Franco Grillini (deputato socialista e presidente onorario di Arcigay).

Aurelio Mancuso ha preso spunto dai recenti pronunciamenti vaticani contro qualsivoglia ipotesi di regolamentazione da parte dello Stato italiano della situazione delle coppie di fatto, sia etero- che omosessuali, nonché dai tentativi di rimettere in discussione la legge 194/1978 sull’interruzione della gravidanza, per rimarcare che la Chiesa cattolica non dev’essere un soggetto politico e che lo Stato deve rispondere ai cittadini italiani e non a uno Stato estero quale è il Vaticano. Dello stesso tenore gli interventi degli altri convenuti, che hanno ribadito la necessità che i politici italiani diano ascolto alle istanze dei cittadini piuttosto che quelle delle gerarchie vaticane.

Il pomeriggio è proseguito alla sala congressi della Fondazione Olivetti: ivi si è tenuto il congresso Liberaci dal Male: Quis custodiet custodes? coordinato dal giornalista del TG1 Stefano Campagna e che ha visto, tra gli altri, la presenza dello psichiatra Alessandro Meluzzi, la bioeticista Chiara Lalli, l’esponente di ArciLesbica Francesca Grossi, il segretario nazionale dell’UAAR Raffaele Carcano e i rappresentanti delle consulte islamiche ed ebraiche.

Da registrare anche la presenza del dott. Giovanni Mapelli, vescovo ortodosso della diocesi milanese del Patriarcato di Antiochia.

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