Sequestrati dalle forze dell'ordine insegne e striscioni contro il Papa a Palermo

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9 ottobre 2010

Papa Benedetto XVI

Domenica 3 ottobre, alle ore 11:30, diversi agenti di polizia in divisa e della DIGOS sono entrati nella libreria AltroQuando, situata a Palermo in via Vittorio Emanuele 143, e hanno costretto il proprietario a rimuovere uno striscione affisso all'interno della vetrina. Lo striscione recitava " I LOVE MILINGO ", con riferimento all'ex monsignor Milingo. La polizia ha sequestrato anche la locandina della mostra "La Papamobile del futuro", allestita da tre giorni all'interno della libreria, un'esposizione di disegni satirici o ironici sul tema. L'operato delle forze dell'ordine è stato giustificato affermando che esporre una simile frase proprio nel momento in cui il Papa e il suo corteo sarebbero transitati per via Vittorio Emanuele sarebbe stato un atto offensivo.

Un episodio analogo è accaduto in un'abitazione privata, in un'altra parte della città, sempre in occasione della visita del Papa. Nella notte fra il 2 e il 3 ottobre, era stato affisso uno striscione sul terrazzo di un palazzo situato di fronte al palco allestito per Benedetto XVI nel foro italico, il drappo riportava una frase tratta dal vangelo di Matteo: « La mia casa è casa di preghiera, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri ». Le forze dell'ordine sono subito intervenute, inizialmente cercando entrare in casa, ma essendo sprovvisti di mandato della magistratura gli inquilini hanno impedito agli agenti l'ingresso. Successivamente, sempre su richiesta delle forze dell'ordine, sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno strappato metà dello striscione con l'ausilio delle scale mobili; l'altra metà, ormai inutilizzabile, è stata ritirata dalle persone del palazzo.

Gli striscioni a favore del Papa, apparsi dalle prime ore del giorno precedente e recanti slogan come « Con Ratzinger contro matrimoni gay e relativismo », issati dal movimento giovanile del Popolo della Libertà, Giovane Italia, non sono stati oggetto di attenzione da parte delle forze dell'ordine.

Fonti[modifica]