Si precisa il quadro accusatorio contro Vittorio Cecchi Gori

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giovedì 5 giugno 2008
Il quadro delle accuse conto Vittorio Cecchi Gori (produttore cinematografico ed ex presidente della squadra calcistica della Fiorentina) si va delineando.

Sul fronte romano delle indagini l’attenzione è rivolta soprattutto alla cessione, avvenuta in tempi sospetti, dei diritti cinematografici del film Scusa, ma ti chiamo amore di Federico Moccia, da una società (società Cecchi Gori Cinema e Spettacolo s.r.l) poi coinvolta dalla procedura concorsuale ad un'altra società, la New Fair Film sempre del gruppo Cecchi Gori.

Sul fronte perugino si perseguono i tentativi fatti dall'indagato di avvicinare i politici tramite legali compiacenti e di condizionare l’attività della magistratura romana.

Spunta il nome di un giudice che è moglie del commercialista di Cecchi Gori e secondo l’accusa, si delinea un quadro di scambi di favori tra "Vittorione" e un partito politico.

Secondo l’articolo del quotidiano la Repubblica infatti, nell’informativa della Guardia di Finanza, l'avvocato difensore di Cecchi Gori, Sergio Scicchitano, è un "esperto in diritto fallimentare, fratello di un giudice del Riesame, amico del curatore fallimentare della Finmavi".

Sempre secondo detta informativa, per gli investigatori, "Scicchitano è il tramite con Antonio Di Pietro al quale Cecchi Gori avrebbe manifestato "l'intenzione di candidarsi e destinare i locali della galleria di Palazzo Borghese alla fondazione Mani Pulite".

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Fonti[modifica]