Somalia: giovane donna morta lapidata a 23 anni

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giovedì 30 ottobre 2008
Aisha Ibrahim Dhuhulow, giovane donna somala di 23 anni, dopo essere stata condannata alla lapidazione da una Corte islamica per aver commesso, secondo l'accusa, adulterio, è morta massacrata dai miliziani somali martedì nella città portuale di Chisimaio.

Durante l'esecuzione i parenti della vittima hanno tentato di salvare la ragazza, ma la reazione dei miliziani ha portato anche all'uccisione di un bambino di 8 anni.

Erano due anni che in Somalia non venivano effettuate lapidazioni.

Il governo italiano ha condannato fermamente, tramite il Ministero degli Esteri, questa orrenda esecuzione. Parlamentari italiani chiedono che l'Europa prenda una ferma posizione contro queste esecuzioni che ledono il diritto alla vita e che non sono limitate alla sola Somalia.

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Fonti[modifica]