USA, soldati americani assolti per l'uccisione di Nicola Calipari

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Stati Uniti d'America, 26 aprile 2005

Un’indagine interna svolta dai militari degli Stati Uniti, riguardante la morte dell'agente dei servizi segreti italiani Nicola Calipari, ha assolto i soldati americani accusati del fatto.

Un ufficiale americano, che ha voluto restare anonimo, ha dichiarato che "tutti i soldati si erano attenuti alle procedure operative standard per quei posti di blocco e perciò non erano incolpabili di violazione delle consegne nel seguire le loro procedure".

Il Governo italiano ha rigettato le conclusioni della Corte. Conclusioni "incredibili" per Giuliana Sgrena: "uno schiaffo inaccettabile per l'Italia - ha dichiarato la giornalista de il Manifesto - Dicono che sono state solo seguite le regole d'ingaggio. Ma se sparare su una macchina che passa e che aveva dato preavviso è seguire le regole d'ingaggio, bisogna chiedersi come siano davvero queste regole". Per la Sgrena ora "è importante che la magistratura vada avanti. Ma tutto lascia supporre che il suo lavoro non sarà facilitato".

Il rapporto aveva subito ritardi affinché le dispute fra i due governi potessero essere risolte, ma secondo la fonte anonima la pubblicazione sarebbe imminente. Queste dispute riguardavano, fra le altre cose, il disaccordo sulla velocità della macchina nel suo avvicinarsi al posto di blocco, e se i soldati americani fossero stati avvertiti o meno che la macchina e i suoi passeggeri sarebbero passati durante quel giorno.

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Fonti[modifica]

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