"Il cromosoma è interamente artificiale": Craig Venter lancia la prima forma di vita completamente sintetica

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sabato 6 ottobre 2007
Si chiamerà Mycoplasma laboratorium e sarà la prima specie completamente sintetica. Craig Venter, il controverso scienziato statunitense noto per aver sfidato il Progetto Genoma Umano nella corsa al sequenziamento del genoma, ha affidato alle pagine di The Guardian il suo ultimo annuncio shock. Il team di 20 uomini da lui coordinato avrebbe infatti realizzato il primo cromosoma completamente artificiale, ottenuto per completa sintesi chimica.

Come è fatto il cromosoma sintetico

Il cromosoma sintetico annunciato da Venter è il primo ad essere stato completamente ottenuto a partire da composti chimici di sintesi (e non a partire dal materiale prelevato da altri sistemi biologici, come è finora avvenuto per numerosi cromosomi artificiali).

Il codice contenuto in tale cromosoma è stato scritto a partire da quello di Mycoplasma genitalium, un comune parassita delle vie genitali umane, di cui è stato eliminato circa un quinto di genoma. Il cromosoma annunciato dallo scienziato statunitense, dunque, contiene 381 geni per circa 580000 paia di basi ed è del tutto autonomo da Mycoplasma genitalium.

Per tale motivo, tale cromosoma è dunque del tutto indipendente ed inseribile all'interno di una qualsiasi cellula batterica (privata del materiale genetico), di cui è in grado di prendere il controllo. Questo procedimento, comunemente utilizzato con gli attuali cromosomi artificiali, secondo Venter è utilizzabile anche con il cromosoma sintetico.

L'inserimento del cromosoma all'interno di una cellula indipendente, dunque, genera una specie del tutto nuova, in grado cioè di replicarsi e di sintetizzare tutte le macromolecole necessarie per il proprio metabolismo. In senso stretto, l'inserimento del cromosoma all'interno di una cellula pre-esistente non è definibile come specie completamente sintetica, poiché il cromosoma utilizzerebbe i sistemi biologici preesistenti per potersi replicare. Tuttavia, dal momento che il DNA contiene anche le informazioni per realizzare tali sistemi biologici, a partire dalle successive generazioni (che conterrebbero tali sistemi biologici neosintetizzati a partire dal cromosoma) si può davvero parlare di specie sintetica.

I dettagli del progetto non sono ancora stati presentati ufficialmente, nè sono stati per ora pubblicati su alcuna rivista scientifica. In ogni caso, Venter presenterà probabilmente già lunedì, nel corso dell'annuale incontro del suo centro di ricerca di San Diego, quello che lui stesso definisce un importante passo filosofico nella storia della nostra specie. Stiamo passando dalla capacità di leggere il nostro genetico a quella di scriverlo noi stessi. Questo ci apre a delle possibilità ipotetiche per fare cose che non avremmo nemmeno mai immaginato prima.

Ed è proprio sulle prospettive che si aprono che si è già scatenato il dibattito. Pat Mooney, direttore della ETC, una organizzazione canadese che si occupa di bioetica, ha definito il cromosoma sintetico di Venter con un telaio su cui è possibile costruire di tutto. Può essere un grande contributo all'umanità, come un nuovo farmaco, o una gigantesca minaccia per l'umanità, come un'arma biologica. Mooney sottolinea anche che i governi, e la società in generale, non riescono a stare dietro allo stato dell'arte. Questo annuncio è come una sveglia per tutti noi: cosa significa creare nuove forme di vita in provetta?

Venter puntualizza che la ricerca è stata portata avanti con grande attenzione per i problemi etici. Riteniamo che questa sia buona scienza, ha detto, e non abbiamo paura di portare avanti cose che sono importanti solo perché invitano a riflettere. Noi stiamo parlando di grandi idee: stiamo cercando di creare un nuovo sistema di valori per la vita. Quando si lavora a questo livello, non possiamo aspettarci che tutti siano entusiasti.

Lo scienziato statunitense, inserito tra i cento uomini più influenti del mondo secondo la rivista Time nel 2007, è infatti certo che la possibilità di scrivere genomi abbia incredibili potenzialità. Nel lungo termine, infatti, spera di poter utilizzare questa tecnologia per produrre forme di energia alternativa precedentemente impensabili. Sarà possibile, secondo lui, la realizzazione di batteri in grado di consumare tutta l'anidride carbonica responsabile del riscaldamento globale, o produrre carburanti (come butano o propano) prodotti esclusivamente a partire da zuccheri.

Fonti