Abdullah Gül eletto nuovo presidente della Turchia

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martedì 28 agosto 2007

Abdullah Gül nel 2006

Abdullah Gül, già ministro degli esteri e primo ministro della Repubblica Turca nel breve periodo 2002-2003, è stato eletto nuovo presidente della nazione islamica, con 339 voti su 550 totali. Undicesimo ad essere eletto, succede ad Ahmet Necdet Sezer. La sua elezione, rimandata da aprile e preceduta da elezioni anticipate per tentare di bloccare un'elezione che i laici definiscono contraria agli sforzi che il padre della nazione, Mustafa Kemal Atatürk, fece per eliminare la forte influenza islamica nel paese, giunge in un momento molto importante per la Turchia, nel mezzo delle trattative per l'ingresso nell'Unione Europea.

Nei mesi precedenti, si erano opposti a questa elezione l'esercito, che tuttora è pronto ad un colpo di stato pur di non accettare il ripristino della religione nella vita politica e nazionale, e lo stesso popolo turco, con manifestazioni di piazza che hanno richiamato oltre 3 milioni di cittadini a protestare contro Gül.

Economista, professore universitario, Abdullah Gül fondò nel 1999 il Partito della Virtù (Fazilet Partisi) per poi aderire, nel 2001, al tante volte contestato AKP (Adalet ve Kalkinma Partisi, Partito per la Giustizia e lo Sviluppo), partito conservatore con identità religiose, che per taluni ricalca le posizioni dell'Unione Cristiano Democratica tedesca, ovvero di identità religiosa ma che concilia la laicità dello stato, mentre per altri è più vicino alle posizioni del PCR dei Paesi Bassi, il più antico della nazione europea.

La Turchia, come l'Italia, elegge il proprio presidente attraverso il Parlamento. Nelle prime due elezioni è necessaria la maggioranza dei 2/3 dei votanti, freno questo che non ha permesso l'elezione immediata di Gül, mentre dalla terza votazione in poi basta il quorum del 50%+1 dei votanti, come nel caso dell'elezione. In un parlamento dove il numero complessivo dei seggi è di 550, l'AKP conta 341 seggi, ovvero circa il 60% del totale.

Fonti