Aborto: si accende lo scontro politico tra maggioranza e opposizione

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

mercoledì 2 gennaio 2008

Si fa serrato e aspro il confronto tra maggioranza e opposizione in merito alla "moratoria" sulla legge 194, che regola le modalità di interruzione volontaria della gravidanza, pratica nota più comunemente con il nome di aborto. Lo scontro ha avuto origine da due fattori determinanti: la protesta del giornalista e direttore del quotidiano Il Foglio, Giuliano Ferrara, e l'annuncio del coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, di presentare in sede parlamentare una discussione relativa alla formulazione di un "decalogo" per la corretta applicazione dell'aborto.

La maggioranza si spacca in due, tra la sinistra radicale e le parole dei teodem, "capeggiati" dalla senatrice del Partito Democratico Paola Binetti: l'ala sinistra del governo prende in mano lo scettro dell'anticlericalismo, accusando di voler fare dell'Italia un paese confessionale; per bocca della vice-presidente dei deputati del PRC, Graziella Mascia, si determina la posizione del partito: «a Ancora una volta gli ambienti più integralisti del cattolicesimo italiano lanciano una campagna provocatoria e anacronistica contro la 194 che nulla ha a che fare con la salute del bambino e che si gioca tutta sulla pelle delle donne». Per contro i Radicali, tradizionalmente antagonisti dei movimenti antiabortisti, secondo le dichiarazioni di Marco Cappato non escludono la possibilità di rivedere la legge alla luce del progresso scientifico avvenuto negli ultimi decenni.

La destra invece, sposando in pieno l'idea di una moratoria sull'aborto, si esprime in modi quasi uguali per tutti i partiti all'opposizione: Roberto Calderoli, della Lega Nord, dice che «è condivisibile la proposta di rivedere la legge 194, ma successivamente, non ora, non con questo questo governo, non con questa maggioranza, che hanno già ampiamente dimostrato di non voler tutelare la vita e la famiglia.» Francesco Giro (FI) aggiunge: «Bisogna promuovere un confronto di alto profilo sui diritti della persona, soprattutto se debole o debolissima, come la figura del nascituro.»

Altri appelli alla discussione sono stati registrati anche dall'UDC, con Rocco Buttiglione.

Sul profilo istituzionale, si registra inoltre l'opposizione alla discussione del ministro della salute, Livia Turco, che dice: «Sì al dibattito pubblico ma nessuna modifica alla legge che dal 1982 ad oggi ha permesso il dimezzamento degli aborti.»

Fonti