Vai al contenuto

Afghanistan: uomini, donne e bambini ospitati ad Avezzano

Questa pagina è protetta
Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

venerdì 27 agosto 2021

Autostrada A25 Roma-Pescara nei pressi del casello e dell'interporto di Avezzano

Sono arrivati a centinaia all'interporto di Avezzano in Abruzzo, tra la notte del 26 agosto 2021 e la mattina del giorno successivo, i cittadini afghani che hanno potuto lasciare il proprio Paese attraverso il ponte aereo Kabul/Roma-Fiumicino, dopo la rapida ritirata delle forze NATO e la riconquista della capitale e di tutto l'Afghanistan da parte del regime talebano. Con i propri bambini, gli ex collaboratori di americani e Nato durante il governo di transizione, sono stati sottoposti alla quarantena presso l'hub nazionale di prima accoglienza, nel quale resteranno per circa una settimana fino all'espletamento delle procedure burocratiche e delle misure sanitarie, come la somministrazione del vaccino anti COVID-19. Dal centro di smistamento abruzzese, capace di ospitare oltre duemila profughi e sorvegliato dalle forze armate, saranno quindi trasferiti in altre località italiane individuate dalle autorità nazionali e regionali in seno all'operazione interforze Aquila Omnia avviata dallo Stato maggiore della difesa. Il piano di accoglienza, facilitato da mediatori culturali capaci di dialogare in lingua pashtu, dari e inglese, dagli psicologi e dal personale sanitario, è coordinato dalla Croce Rossa Italiana e dal dipartimento di protezione civile, in sinergia con il Ministero della difesa e il Ministero dell'interno.

Fonti