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Attentati terroristici a Parigi

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domenica 15 novembre 2015

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I luoghi dell'attacco terroristico:
1. Saint-Denis (Stade de France)
2. Incrocio tra Rue Bichat (Le Petit Cambodge) e Rue Alibert (Le Carillon)
3. Rue de la Fontaine au Roi (Casa Nostra)
4. Boulevard Voltaire (Teatro Bataclan)
5. Rue de Charonne (La Belle Equipe)

Venerdì 13 novembre, verso le 21:20, Parigi è stata colpita da una serie di attentati terroristici coordinati con uso di armi da fuoco ed ordigni esplosivi. I morti ad un primo bilancio sono almeno 129, conta probabilmente destinata a salire per la presenza tra i 352 feriti di molti casi gravi. Gli attentatori, almeno 8 persone, secondo alcune rivendicazioni farebbero capo a correnti islamiste riferibili all'Isis.

Gli attentatori, 8 persone divise in tre squadre, hanno agito in punti diversi della città, nel X, XI e XII arrondissement, usando armi automatiche e granate e facendosi esplodere tra la folla. L'attacco più grave è avvenuto all'interno del teatro Bataclan, dove si stava svolgendo un concerto rock con circa un migliaio di spettatori, tra i quali si contano un centinaio di vittime. Tre attentatori si sono fatti esplodere nei dintorni dello Stade de France in cui era in corso un incontro di calcio tra le nazionali di Francia e Germania; assisteva anche il presidente François Hollande, fatto allontanare dopo le prime esplosioni. Il presidente ha dichiarato lo stato di emergenza e chiuso le frontiere del paese; chiusura anche per uffici pubblici, scuole ed università, e divieto di manifestazioni pubbliche ed eventi sportivi. Previsti tre giorni di lutto nazionale.

Gli attentati sono stati rivendicati tramite alcuni video e dichiarazioni comparse sul web in siti ufficiali facenti riferimento allo Stato islamico, come vendetta per la partecipazione francese ai raid aerei nel conflitto siriano, estendendo le minacce ad altri paesi. Alcuni attentatori sarebbero di origine belga, mentre almeno uno sembra essere di nazionalità francese. Ulteriori indagini sono in corso per individuare appoggi e complicità.

Condanne dell'episodio e messaggi di solidarietà alla Francia sono giunti dalle autorità politiche di tutto il mondo. Anche il papa ha voluto ribadire la sua opposizione ad ogni forma di violenza, e di sentirsi vicino alle vittime e pregare per loro.

Dalla Farnesina giunge l'invito a seguire le indicazioni delle autorità francesi, in considerazione del generale stato di allerta. E l'avviso che, a causa del ripristino dei controlli alle frontiere, si potranno registrare rallentamenti nel traffico aereo e conseguenti possibili disagi.

Fonti[modifica]

Interprogetto[modifica]