Berlusconi: "Sono estraneo alla vicenda Mediaset-Mills"

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7 aprile 2006

Bandiera italiana
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Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è intervenuto ieri sul rinvio a giudizio emesso a suo carico nel corso delle indagini sul caso Mediaset-Mills. "In data 15 febbraio 2006 la Procura di Milano ha depositato in piena campagna elettorale gli atti di una delle novantadue indagini contro Mediaset e il Gruppo. In data 6 marzo i miei legali hanno depositato mie dichiarazioni nelle quali affermavo che non sapevo nulla di versamenti al signor Mills. I miei legali hanno chiesto una rogatoria per ottenere i conti delle Bahamas. La Procura ha rifiutato e poi il 10 marzo ha chiesto il mio rinvio a giudizio. L'udienza è fissata il 5 giugno prossimo".

Sulla vicenda, Berlusconi ha messo a disposizione dei giornalisti "i documenti che provano al di là di ogni dubbio che la somma proveniente a Mills proveniva da conti del signor Attanasio". Di qui, l'accusa del premier ai magistrati milanesi: "Sarebbe stato sufficiente alla Procura esperire una rogatoria per evitare un processo nei miei confronti. I documenti provano la mia estraneità e anche solo una persona dotata di ingenti risorse può resistere alla pervicace volontà persecutoria della Procura. Ecco perché voglio assicurare ai cittadini comuni, a tutti, a prescindere dalla loro idee politiche, la garanzia di ottenere un giudizio equo e giusto".

Nel dossier messo a disposizione da Berlusconi è contenuta una lettera firmata dall'imprenditore Diego Attanasio ed indirizzata ai gestori di trust delle Bahamas. In essa Attanasio scrive che l'Hadrian trust riceverà la somma di 10 milioni di dollari e che "prima della fine del mese" i trustees riceveranno "una somma compresa tra 2,5 e 3 milioni di dollari da Ginevra". "Ciascun importo", prosegue Attanasio, "rappresenta il ricavato della vendita di una nave, transazione che ho eseguito personalmente e per conto di alcuni soci". "Ho già consegnato al signor Mills di Whiters", continua l'imprenditore, "una nota con le mie direttive riguardo all'amministrazione del trust, che egli è autorizzato ad inoltrarvi".

Parlando in mattinata a Radio Anch'io, il premier ha annunciato di avere anche intenzione di denunciare i pm responsabili del caso Mills.

Sulle dichiarazioni di Berlusconi è intervenuto, con una nota, Virginio Rognoni, vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura: "No alla delegittimazione dei magistrati", ha scritto Rognoni, elogiando al contempo "la compostezza" e il "riserbo" della magistratura", giudicati "segno di maturità istituzionale".

È intervenuto anche Antonio di Pietro, ex magistrato e leader dell'Italia dei Valori che ha affermato: "Speriamo che Berlusconi dalle parole passi ai fatti e denunci i giudici del reato che egli dice essere stato commesso. In questo caso egli dovrà rispondere penalmente del reato di calunnia avendo affermato il falso, cioè che i magistrati non avrebbero voluto fare la rogatoria. Dagli atti risulta invece che è stata fatta più volte e non è certo colpa dei giudici di Milano se dalle Bahamas non arriva risposta".

Riferimenti esterni

Fonti