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Bossi a Pontida: «C'è un solo ministro per il federalismo e sono io»

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Pontida, lunedì 21 giugno 2010

Roberto Calderoli, ha affermato Bossi durante il suo discorso, «porta avanti la macchina del federalismo»

Si è tenuto ieri a Pontida, in provincia di Bergamo, il ventiseiesimo raduno della Lega Nord. Il federalismo è stato l'argomento centrale della giornata, e sul palco del comizio sono saliti i principali esponenti del partito. Non è mancato l'intervento di Umberto Bossi, fondatore e leader del partito, che ha tenuto a tranquillizzare i propri elettori in merito alla nomina di Aldo Brancher a Ministro per l'attuazione del federalismo.

Sotto una pioggia quasi autunnale il "sacro prato" di Pontida è stato occupato da migliaia di persone (in numero inferiore al previsto, però) raccoltesi per assistere ai discorsi dei rappresentanti leghisti: diversi gli slogan e gli interventi decisi, ma prevalenti sono stati i toni pacati. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Roberto Castelli ha attaccato affermando che se non ci sarà il federalismo «ci potrà essere la secessione, non perché lo chiederà la Lega, ma perché lo chiederà tutto il Nord»; il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota ha smorzato, parlando della nomina di Brancher come un segnale di attenzione del Governo verso la riforma.

Roberto Calderoli, ministro per la semplificazione normativa, si è soffermato soprattutto sulla manovra fiscale, evidenziando come essa non vada «a influenzare il federalismo e le risorse che verranno fiscalizzate», e sulle polemiche relative all'Inno che hanno coinvolto Luca Zaia, ribadendo che «l'Inno di Mameli è l'inno d'Italia, quello della Padania è il Va, pensiero».

Ha infine preso la parola Umberto Bossi: dopo i ringraziamenti al pubblico, ha subito esordito con una frase perentoria: «C'è un solo ministro per il federalismo e sono io», per poi ribadire come la riforma rimanga sempre guidata da lui e da Roberto Calderoli, e che ad Aldo Brancher si sia pensato di dare «non il federalismo, ma il decentramento». Ha quindi ricordato come l'Italia sia «il paese più centralista al mondo» e che «decentramento significa distribuire i poteri della capitale». Infine ha ammesso che la strada migliore per il federalismo sia quella pacifica e non quella con i fucili, sottolineando comunque che «la lotta della Lega non finirà fino a quando la Padania non sarà libera».

Accanto al palco è stata issata una statua alta 10 metri raffigurante Alberto da Giussano.

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