Calcio: negli anticipi vince la Roma, Milan e Lazio pareggiano. Penalizzazione per il Cagliari

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sabato 1 marzo 2008
La Roma vince all'Olimpico per 4 a 0 sul Parma l'anticipo della 26a giornata del campionato di calcio di Serie A, salendo così a 55 punti, temporaneamente a -6 punti dalla capolista Inter che deve però ancora giocare domani a Napoli. La partita è stata sbloccata al 27' del primo tempo da Aquilani, grazie ad un errore del portiere del Parma, Bucci. Il primo tempo si è chiuso con il risultato di 1 a 0, con il Parma che ha sfiorato il pareggio verso la fine dello stesso con Gasbarroni, che ha calciato una punizione di poco a lato. Nella ripresa il Parma sembra più tonico, ma al 6' la Roma raddoppia grazie ad un autogol di Falcone, che nel tentativo di anticipare Panucci trafigge il proprio portiere. Il Parma reagisce e segna, ma il gol viene annullato per presunto fallo di mano di Castellini, che viene anche ammonito. Il terzo gol della Roma viene segnato dal capitano Totti, su suggerimento di tacco di Esposito, entrato nel secondo tempo al posto di Giuly. Il quarto ed ultimo gol viene segnato nei minuti di recupero da Vucinic.

L'altro anticipo della giornata, Milan-Lazio finisce in parità col punteggio di 1-1. La Lazio va in vantaggio nel secondo tempo grazie ad un gol di Rolando Bianchi al 9', il Milan pareggia su rigore con Oddo al 21'

Cagliari penalizzato di tre punti[modifica]

La commissione disciplinare della Federcalcio ha deciso una penalizzazione di 3 punti per la squadra del Cagliari da scontare nel campionato attualmente in corso, oltre ad un'ammenda di ventimila euro per responsabilità diretta. Il presidente della società, Massimo Cellino, è stato condannato ad un anno di inibizione oltre a diecimila euro di ammenda. La squadra attualmente all'ultimo posto del campionato di Serie A, passa così da 18 a 15 punti, complicando ulteriormente il percorso per evitare la retrocessione in Serie B, dato che adesso la squadra si trova a -6 dalla Reggina, -8 dal Livorno e a -9 dal Catania.

Le sanzioni sono state decise dopo che lo stesso presidente Cellino aveva adito le vie legali contro l'ex giocatore del Cagliari Gianluca Grassadonia, senza aver prima chiesto ed ottenuto l'autorizzazione da parte del consiglio federale, violando così la clausola compromissoria. La querela fatta da Cellino nei confronti di Grassadonia riguardava alcune dichiarazioni rilasciate dal giocatore all'agenzia radiofonica GRT il 7 febbraio del 2007 relative a doping e connivenza con il tifo violento.

Il procuratore federale aveva quindi deferito lo scorso 21 gennaio il presidente Cellino e la società «per aver violato l'obbligo di accettare la piena efficacia dei provvedimenti degli organi di giustizia sportiva e soggetti delegati della Figc, nonché per aver contravvenuto ai principi di lealtà, correttezza e probità sportiva». La difesa aveva avanzato la tesi secondo il quale la querela era inevitabile per riuscire a riportare tranquillità tra i giocatori ed i tifosi, tesi non accolta però dalla commissione disciplinare che aveva risposto dicendo che «la clausola compromissoria non fa distinzione tra interessi soggettivi e interessi legittimi».

Fonti[modifica]