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Cipro, crolla l'ultimo muro d'Europa

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9 marzo 2007

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Dopo il muro di Berlino e quello di Gorizia, ulteriori passi si stanno compiendo per gettare ponti di dialogo costruttivo fra visioni politiche differenti, ghettizzate impropriamente con gli aggettivi occidentale ed orientale.

Nella notte è stato infatti abbattuto un tratto di muro posto a Nicosia, che divide la Repubblica di Cipro (Sud), ovverosia la parte di Cipro entrata dal 2004 nell'Unione Europea, da Cipro Nord, l'autoproclamata repubblica controllata dai turco-ciprioti; ad abbatterlo le ruspe della parte greco-cipriota che senza preavviso hanno iniziato i lavori di smantellamento. Sebbene esistessero già 5 valichi aperti a gennaio dai turco-ciprioti da cui era possibile transitare da Cipro Sud a Cipro Nord, l'abbattimento di un muro in posizione così strategica (nel quartiere commerciale di Nicosia, a Ledra Street) non può che rappresentare un buon punto di partenza per la riconciliazione finale, che però sembra avere ancora lunga strada da compiere.

Dal 1974 le due parti dell'isola sono entrate in uno stato di contrasto perenne, con l'occupazione militare della parte nord dell'isola da parte delle truppe turche e l'istituzione successiva di una zona-cuscinetto controllata dalle Nazioni Unite; dopo anni di tensioni, nel 2004 era stato tentato un referendum per la riunificazione dell'isola, ma, mentre la parte Nord l'ha approvato, nella parte sud hanno detto no quasi i 3/4 della popolazione; la situazione si è poi deteriorata a causa soprattutto delle più severe norme di transito delle merci, imposte con l'ingresso della Repubblica di Cipro nell'Unione Europea. Successivamente, apertesi le trattative di ingresso della Turchia, vi è stato un progressivo avvicinamento delle due posizioni che hanno portato, a volte unilateralmente, a volte dopo estenuanti trattative, all'ammorbidimento delle relative posizioni.

Questa strada di Nicosia è divisa dalla Green Line, la linea oltre la quale si colloca la zona cuscinetto controllata dalle Nazioni Unite. Dalla piattaforma i turisti possono guardare tale zona e la parte turca dell'isola.

Considerando tali premesse, Olli Rehn, commissario Europeo per l'allargamento, ha salutato positivamente la notizia dell'abbattimento del muro, anche se con le dovute precauzioni. Dello stesso tenore le dichiarazioni del commissario per le relazioni esterne Javier Solana. Propositivo Michael Moller, responsabile delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace a Cipro, che dichiara: «Una volta che le parti raggiungeranno un accordo [...], la forza di pace si attiverà immediatamente, con il sostegno finanziaro dell'UE».

Adesso si attendono le reazioni della parte turca dell'isola: l'auspicio del presidente Tassos Papadopoulos sarebbe la diminuzione della pressione dell'esercito turco su quella parte (attualmente stimato attorno alle 42500 unità), per poter consentire ai cittadini una maggior libertà di movimento. Anche Ferdi Sabit Soyer, il presidente della Repubblica di Cipro Nord, ha affermato parlando alla radio Bayrak che questo avvenimento è da considerarsi uno «sviluppo positivo» e ancora «Abbiamo lavorato molto da due anni per l'apertura di questo passaggio»; infatti il giornale Milliyet ricorda che i turco-ciprioti avevano già provveduto fin dal 2005 ad eliminare la barriera che si trovava dalla loro parte. Inoltre Soyer rilancia, affermando che la sua amministrazione si impegnerà affinché in quella zona si possa aprire presto un varco per il passaggio dei civili. Infatti, prima che la zona sia resa transitabile ai civili occorrerà innanzitutto la messa in sicurezza di alcuni edifici che dovrebbero essere puntellati e la verifica di un'eventuale presenza di mine sul territorio.

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