Colpo alla 'ndrangheta, arrestate 78 persone

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martedì 10 maggio 2022

Un'operazione congiunta tra la procura di Roma e di Reggio Calabria ha prodotto un duro colpo per la 'ndrangheta: nel Lazio sono state tratte in arresto 38 persone e altre cinque sono state poste agli arresti domiciliari; in Calabria sono state emesse 29 ordinanze di custodia cautelare a cui si aggiungono altre sei persone messe ai domiciliari. L'operazione, svoltasi questa mattina, ha portato alla luce la prima filiale della mafia calabrese a Roma, una "locale". È la prima volta che una locale viene scoperta a Roma dato che, fino ad oggi, le operazioni di 'ndrangheta sul territorio romano venivano svolte in solitaria, senza che ci fosse una rete ben definita nella regione laziale. L'obiettivo di questa locale era principalmente cercare di acquisire e controllare alcune attività locali, sfruttandole per il riciclaggio di denaro. La Direzione Investigativa AntimafiaWikipedia-logo-v2.svg, a seguito delle indagini svolte, ha individuato nella cosca Alvaro, residente nei piccoli comuni calabresi di Sinopoli e Cosoleto, la casa madre della filiale romana. Tra gli arrestati ci sono tutti i pezzi grossi della cosca: Carmelo Alvaro, detto Bin Laden, Carmine Alvaro, "u cuvertuni", Francesco Alvaro detto "Ciccio testazza", Nicola Alvaro, chiamato "u beccausu", Antonio Alvaro detto "u massaru", Domenico Carzo detto “scarpacotta”. A finire in manette sono stati anche un bancario, un commercialista ed il sindaco di Cosoleto, Antonino Giuffrè. Le persone arrestate sono indagate per associazione mafiosa, cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione aggravata e detenzione illegale di arma da fuoco, fittizia intestazione di beni, truffa ai danni dello Stato aggravata dalla finalità di agevolare la ‘ndrangheta, riciclaggio aggravato, favoreggiamento aggravato e concorso esterno in associazione mafiosa.

Fonti[modifica]