Cosenza, facoltà dell'UniCal tiene un Consiglio in piazza

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giovedì 6 novembre 2008

Alle ore 16:00 del 5 novembre 2008 in Piazza XI Settembre a Cosenza inizia il primo Consiglio di Facoltà pubblico della storia dell'Università della Calabria. A indirlo è la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, con unico punto del giorno una discussione sulla Legge 133/2008, approvata in agosto dal governo Berlusconi.

Il preside di Facoltà, prof.Crisci, utilizzando una presentazione, espone i punti salienti della legge che sono messi in discussione dalla recente legge di bilancio approvata dal governo: il taglio dei fondi, il blocco del turnover (il meccanismo di svecchiamento all'interno dell'università), la trasformazione delle università pubbliche in Fondazioni di diritto privato. Nelle ultime diapositive, infine, Crisci ricorda l'esistenza degli apparati legislativi, prodotti dai precedenti governi, utili a ridurre lo sperpero delle risorse universitarie, come ad esempio la proliferazione dei corsi di laurea degli ultimi anni.

Proprio lo spreco delle risorse è uno dei punti fondamentali che emerge dalla discussione, iniziata da un intervento dello stesso Crisci, il quale, auspicando una discussione critica all'interno dell'università stessa, sottolinea l'importanza per l'istituzione accademica di dotarsi di buon organi di autogoverno, di reclutamento del personale di ricerca, di gestione dei fondi, di autovalutazione dei risultati prodotti. La parola viene quindi presa da un rappresentante dei precari della ricerca dell'UNICAL, Amerigo Beneduci, che legge all'assemblea un documento redatto negli ultimi giorni di discussioni interne tra gli stessi. Il documento, sottolineando come imprescindibile il ritiro dei provvedimenti governativi sull'università presenti nella Legge 133/2008, invita la Facoltà a una prendere posizione netta e chiara in merito e chiede alla stessa di farsi portavoce nelle sedi opportune (rettore, Senato Accademico) delle istanze dei precari della ricerca, che ad esempio rivendicano una maggiore rappresentanza all'interno negli organi decisionali accademici (dai quali sono generalmente esclusi o al più accolti come uditori) e la possibilità che l'Università della Calabria possa destinare parte dei fondi esclusivamente per il reclutamento di giovani ricercatori.

Negli interventi successivi (tra gli altri hanno parlato i professori Veltri, Russo, Piperno) i professori e i ricercatori della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali sostanzialmente appoggiano le proposte del preside di Facoltà, puntando di volta in volta l'attenzione ora sul reclutamento, ora sull'autovalutazione della ricerca. Riguardo i metodi per realizzare quest'ultimo punto non c'è ancora una metodologia unica, considerando che la fase propositiva è ancora in fase iniziale, ma tutti gli intervenuti sono unanimemente schierati nella difesa della bontà della ricerca scientifica italiana, che pur restando una parte della totalità della ricerca italiana, risulta ai primi posti nel mondo. L'intervento più applaudito è, però, quello del professor Piperno, che sottolinea, come già aveva fatto nella prima lezione in piazza organizzata dagli studenti universitari, la specificità dell'università europea e italiana, prettamente pubblica, e rilancia ancora una volta il ruolo degli studenti al suo interno, sia come rappresentanti attivi all'interno dell'accademia, sia come gli unici possibili valutatori della didattica universitaria. Piperno, comunque, non risparmia l'attuale sistema concorsuale italiano, "una farsa alla francese fatta alla napoletana", dice, e trova spazio anche per scagliarsi contro i rettori che, a suo dire, hanno negli ultimi anni curato principalmente i loro interessi personali. Sottolinea, infine, l'importanza per i ricercatori italiani di un'esperienza di ricerca esterna alla loro università di origine.

Solo in chiusura, anche grazie agli interventi finali dei professori Bartolino e Tota, la Facoltà prende atto, anche se non ancora formalmente, delle richieste dei precari dell'UNICAL, inserendole a verbale. Il preside Crisci, infine, comunica che il primo Senato Accademico disponibile è stato convocato per il 18 novembre, a causa di un viaggio in India del rettore La Torre, che rientrerà il giorno prima. L'assemblea è chiusa e con essa è anche finita la pioggia che è caduta durante le due ore di discussione del consiglio; restano però ancora piccoli gruppi di persone, uno dei quali continua a parlare con il preside Crisci per avere ben chiara la situazione nei confronti del rettore.


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