Discussione:Italia: Ricardo Franco Levi ripropone la sua riforma dell'editoria/Commenti

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Mai dormono e mai domi. Come con il salva-bancarottieri. Resistere x3.--Stefanomencarelli (talk) 23:52, 10 nov 2008 (CET)

A una prima lettura mi pare anche un tentativo di censurare i blog, spero di sbagliarmi Mormegil 87.19.60.250 18:52, 16 nov 2008 (CET)

Non per altro, la legge è stata ironicamente (ma non troppo) chiamata "anti-blog". --Leoman3000 19:16, 16 nov 2008 (CET)

Ecco una legge liberticida, che cerca di equiparare i blog di migliaia di privati cittadini alle imprese solo per renderli soggetti ai reati a mezzo stampa...cosa dire? Tentativi di ingabbiare la Rete, in passato, ce ne sono stati eccome. Spero che questo, ennesimo colpo di una classe politica formata all'80 per cento da incompetenti e criminali fallisca miseramente. E ora, cari ragazzi di Wikinotizie, se cancellate questo commento attuate una vigliaccheria senza fine, ma soprattutto soggiacereste ad uno stato di omertà sneza limiti e senza senso! Che rgione c'è, infatti, di privarsi da soli della libertà, quando ci sono già tanti malviventi in doppiopetto ansiosi di togliercela? L'imponente progetto di Wikipedia non ha ragion d'essere, se poi soggiace alle stesse autocensure delle testate giornalistiche cartacee! Pensateci!!

Questo progetto di legge è una canagliata perchè finirà per aprire la strada al controllo TOTALE dell'informazione da parte dei soliti (ancora) noti. Attenti italiani: oggi i vostri diritti, domani la vostra libertà!


Finalmente una proposta di legge giusta e democratica. Alla faccia di chi usa il web con una superficialità sconvolgente. Pare strano ma ci sono molti "blogger" che la pensano diversamente da chi si straccia le vesti senza sapere nemmeno di cosa sta parlando. 151.47.26.121 16:10, 18 nov 2008 (CET)

Io penso che i blog debbano essere equiparati ai giornali => aboliamo l'ordine dei giornalisti Fale (talk) 16:22, 18 nov 2008 (CET)


Penso che sia una legge ingiusta e anti-democratica. La libertà d'espressione sta alla base della democrazia. I giornalisti, essendo dei professionisti dell'informazione, devono mantenere un codice di condotta ben diverso dal singolo cittadino. Un conto è che il direttore del tg1 dica una frase diffamatoria nei confronti di Tizio, un conto è che lo dica un privato cittadino al bar. Entrambi sono perseguibili per diffamazione, ma in modo diverso: infatti la diffamazione a mezzo stampa produce danni ben più considerevoli di quella fatta da un privato cittadino e quindi è giusto che le pene applicate siano diverse. Il telegiornale lo vedono milioni di persone, il blog lo leggono poche decine, a volte centinaia e in rarissimi casi migliaia di persone. Inoltre chiunque sa che sulla rete bisogna prendere le informazioni con le molle, in quanto girano castronerie e bufale enormi, come nei commenti da bar, mentre chiunque si aspetta che un giornale scriva affermazioni corrette e, nel caso si sbagli, le rettifichi appena possibile. --Trek00 (talk) 17:48, 18 nov 2008 (CET)

Praticamente è una misura che dà un cavillo in più a chi si sente diffamato (non solo per chi effettivamente lo è, perché in tal caso la Legge già lo tutela). Il caso: Tizio sul suo blog scrive che Caio ha avuto incontri con il mafioso Sempronio, ripescando notizie e sentenze di tribunale vecchie magari di anni. Caio denuncia Tizio e la polizia giudiziaria, che ha il potere costituzionale di chiudere il blog immediatamente, anche senza la preventiva autorizzazione dell'autorità giudiziaria, usa tale potere e la notizia sparisce praticamente subito. Dopo i provvedimenti dell'autorità giudiziaria, il blog viene chiuso per stampa clandestina. Il risultato è che la notizia, pur legittima, sparisce dalla circolazione.
L'alternativa, quindi, diventa fra registrarsi e rischiare pene salate (visto che la diffamazione a mezzo stampa aggrava la pena) oppure non registrarsi (o non potere registrarsi, visto che potrebbe essere necessario un direttore iscritto all'albo e/o pagare bolli e/o perdere tempo) e vedersi chiudere il blog per stampa clandestina. In verità esiste una terza alternativa: non dare notizie scomode.
Cosa c'è di giusto o di democratico in questa legge io non lo vedo: questa legge non favorisce il pluralismo, come scrive Levi nella sua proposta, bensì gli trancia le gambe di netto. È una spada di Damocle sulla testa di chi vuole informare in modo libero. --Toocome ti chiami? 20:36, 18 nov 2008 (CET)