Doping, Riccardo Riccò squalificato per due anni

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giovedì 2 ottobre 2008

Riccardo Riccò

Nell'udienza di oggi negli uffici dello Stadio Olimpico di Roma, il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto da Francesco Plotino, ha emesso una squalifica di due anni nei confronti del ciclista emiliano Riccardo Riccò. Inflitti a Riccò un anno e 6 mesi per assunzione di sostanza dopante e 6 mesi per la frequentazione del medico Carlo Santuccione, inibito a vita dall'ordinamento sportivo; la sanzione decorre dal 31 luglio 2008 al 30 luglio 2010.

Il ciclista, in forza allora alla squadra spagnola Saunier Duval, venne trovato positivo al CERA (Continuous erythropoietin receptor activator), un medicinale in grado di aumentare la produzione di eritropoietina, nei controlli antidoping effettuati al Tour de France l'8 e il 13 luglio 2008.

La positività di Riccò spinse la Saunier Duval a ritirare in blocco i propri corridori dal Tour. Riccò e il suo compagno Leonardo Piepoli furono licenziati; venne sospeso provvisoriamente il 31 luglio 2008 dal Tribunale Nazionale Antidoping, dopo aver ammesso il giorno precedente le proprie responsabilità in un'audizione alla Procura antidoping del CONI.

La Procura antidoping aveva richiesto 20 mesi di squalifica; è stata concessa un'attenuante per merito della confessione. «Sono molto deluso e amareggiato, mi aspettavo maggior comprensione - ha detto il ciclista uscendo dal tribunale - Però ho sbagliato ed è giusto che paghi». I suoi legali hanno fatto sapere che decideranno se fare o meno ricorso al TAS quando saranno rese note le motivazioni della sentenza.

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