Dopo gli scontri, riaperto il Parlamento in Nepal

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25 aprile 2006
Il Nepal tenta la svolta democratica: il re del Nepal, Gyanendra, nel tentativo di placare i furiosi scontri dei giorni scorsi, ha annunciato alla televisione la sua intenzione di riaprire il Parlamento, che era stato sciolto quasi quattro anni fa, lasciando il re arbitro assoluto della vita politica in Nepal. Il re ha quindi invitato sette partiti a partecipare alla sessione parlamentare prevista per venerdì.

Già venerdì scorso il re aveva tentato di fermare la marcia dei ribelli verso il suo palazzo, annunciando allora la sua intenzione di rinunciare ai poteri assoluti che deteneva dal febbraio 2005. La sua offerta, tuttavia, non è sembrata sufficiente alle opposizioni, che hanno continuato la loro protesta con il diciannovesimo giorno di sciopero generale consecutivo.

Intanto continuano gli scontri: questa mattina a Kathmandu alcuni manifestanti sono rimasti feriti dai lacrimogeni e dai proiettili di gomma che la polizia ha lanciato contro i manifestanti, nel tentativo di disperderli. Inoltre la scorsa notte è infuriata una battaglia fra i soldati e i guerriglieri maoisti, che avevano assaltato una prigione, una torre delle comunicazioni e diversi uffici governativi.

Il 19 maggio 2006 il Parlamento del Nepal passato la storica risoluzione che ha trasformato l'unico paese induista del mondo in paese laico.

Fonti[modifica]