Dopo le proteste, Benedetto XVI annulla la visita all'Università "La Sapienza". Prodi: «Profondo rammarico»

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martedì 15 gennaio 2008

Papa Benedetto XVI
File:Université La Sapienza.JPG
L'ingresso principale della città universitaria da Piazzale Aldo Moro

Papa Benedetto XVI ha annullato la sua visita all'Università "La Sapienza" di Roma, in seguito alle proteste di alcuni studenti, che l'avevano definita «un evento incongruo da annullare».

L'incontro era previsto per giovedì 17 gennaio al termine della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'università: un gruppo di oltre 60 firmatari avevano però presentato al rettore dell'università, Renato Guarini, una lettera, nella quale avevano chiesto di annullare l'incontro, «in nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia».

Tra le prime reazioni del mondo politico, quella del premier Romano Prodi, che ha espresso il suo «profondo rammarico per la decisione di Benedetto XVI» e «solidarietà forte e convinta alla sua persona», auspicando un ritorno al programma originario. La condanna arriva anche a «i gesti, le dichiarazioni e gli atteggiamenti che hanno provocato una tensione inaccettabile, e un clima che non fa onore alle tradizioni di civiltà e di tolleranza dell'Italia».

Insieme a lui, il rincrescimento di Franco Marini, presidente del Senato, e di Fabio Mussi, ministro dell'Università, dispiaciuto «che si siano create queste condizioni: l'Università è un luogo che accoglie, non che respinge».

Anche il rettore dell'università "La Sapienza" ha espresso il suo dispiacere, parlando di «una sconfitta per la libertà di espressione e per il mondo laico».

Unanime la condanna anche da parte del centro-destra: se Silvio Berlusconi ha parlato di un «segno dell'intolleranza e di un fanatismo che nulla hanno di autenticamente laico» e di una «grave ferita per la libertà del nostro Paese da parte di un'ideologia settaria e faziosa», Alleanza nazionale si rivolge «a tutti gli italiani» perché si rechino all'Angelus domenica in piazza San Pietro per «far capire al Papa che non ci sono solo questo pugno di professori, grumo di vergogna per la nazione, ma un popolo che crede nel grande messaggio della Chiesa e ha un'altissima considerazione di Benedetto XVI».

Fonti