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Forte terremoto in Perù, bilancio catastrofico

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giovedì 16 agosto 2007

Sisma del Perù

Mappa del sisma (Fonte:USGS)
Magnitudo 8.0 ML
Nazione Perù
Profondità 39 km
Epicentro 50 km da Chincha Alta
Data e ora 15 agosto 2007, 23:40:57 UTC
Città più vicina Chincha Alta
Feriti 2.000
Morti 510

Due scosse di terremoto, rispettivamente di magnitudo 8 e 6 sulla scala Richter hanno devastato il Perù centrale. I due sismi, distanziati di circa 25 minuti uno dall'altro, sono i più forti registrati nella zona da oltre trent'anni.

L'ultimo bilancio, gravissimo ma ancora provvisorio, parla di 510 morti e 2.000 feriti.

L'allarme tsunami, lanciato subito dopo la scossa, è stato revocato. Il presidente Alan Garcia ha parlato in televisione a reti unificate dicendo che il peggio è passato ed ha invitato i cittadini a recarsi comunque lontano dal mare, in zone alte e riparate.

Diversi video amatoriali registrati nella scossa hanno mostrato il forte panico delle persone che erano nelle abitazioni o in strada. In una casa, i quadri ondeggiavano fino quasi a cadere mentre delle donne, visibilmente impaurite, pregavano concitatamente; un'altra testimonianza video, registrata in pieno centro a Lima, mostra come anche gli edifici più stabili siano stati smossi dalla scossa, durata oltre 2 minuti.

La zona più colpita è quella di Ica, epicentro del sisma, a 145 km da Lima, dove il 70% delle abitazioni è stato distrutto e dove una chiesa, quella del Senor de Luren è crollata durante una celebrazione liturgica.

Tsunami in Giappone dopo sisma Perù

La zona di Pisco dopo il sisma

Ha percorso una distanza di circa 20.000 km in 24 ore (883 km/h) ed è giunto in Giappone con una forza ridottissima e senza provocare alcun danno. È lo tsunami, scatenato dal violento sisma di magnitudo 8, che ha toccato, con una altezza di poche decine di centimetri, le coste nipponiche.

Secondo gli esperti il fenomeno potrà ripetersi, anche con entità maggiore.

L'evoluzione del bilancio

Già dagli istanti successivi al sisma, si era parlato di una situazione decisamente grave, tanto che era stato emanato un allarme tsunami per tutta l'America Latina, allarme questo fortunatamente rivelatosi non necessario, ma comunque rilanciato anche dal presidente cileno.

Inizialmente si parlava di 20 morti, saliti a 40, poi 72, finché un annuncio televisivo parlava di 115 vittime. Il bilancio televisivo di ieri parlava di 300 morti, ma la somma è stata rivista all'aumento, con un totale di vittime compreso tra 500 e 510.

Evasione di massa dal carcere di Chincha, crolla quello di Ica

Dopo la scossa, i circa 660 detenuti del carcere di Tambo de Mora a Chinca, città duramente colpita dal sisma, sono evasi dal carcere. Diversa invece la condizione ad Ica, la città maggiormente distrutta, dove il carcere è interamente crollato, e le condizione dei detenuti non sono state rese note.

Prodi: offriremo aiuti al Perù

Il presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Romano Prodi, esprimendo solidarietà al popolo peruviano duramente colpito dal terremoto di oggi, ha detto che invierà al più presto gli aiuti necessari alla popolazione.

La storia sismica della regione peruviana

Mappa della zona colpita; il quadratino arancione più grande rappresenta la scossa principale

Questo paese, con il territorio interamente collocato sulla zona di scontro tra la placca del Pacifico e quella sudamericana, ha sempre visto molte scosse di terremoto, anche di gravissima intensità. Il sisma più devastante è avvenuto il 31 maggio 1970, quando le regioni a nord del paese furono colpite da un terremoto di magnitudo 7,5. Il bilancio fu quanto mai catastrofico: 75 mila morti e intere città e villaggi completamente distrutti.

Il più recente, invece, è stato registrato il 25 settembre 2005, quando un sisma di sette gradi Richter mise in ginocchio il nord est del Paese. Bilancio leggero, con 5 morti e 2.500 senzatetto, ma la zona considerata poverissima, ha difficilmente ripreso da allora una vita normale.

Due lievi scosse sismiche in Umbria

Nella nottata si sono registrate due scosse sismiche anche in Italia, precisamente nella zona di Perugia. Sia la prima che la seconda, rispettivamente di 3.5 e 2.8 gradi Richter, sono state chiaramente avvertite dalla popolazione che ha telefonato all'Istituto di Geofisica e Vulcanologia. Non si sono avuti danni a persone e/o cose e i sismologi escludono che si tratti di una crisi sismica.

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