Gaza, l'esercito israeliano irrompe nella Striscia, ministri palestinesi sequestrati

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29 giugno 2006

La Striscia di Gaza

Dopo giorni di tensione è scattata l'operazione israeliana all'interno della Striscia di Gaza, denominata Operazione Piogge Estive. Questa notte le truppe israeliane sono parzialmente penetrate nella Striscia che è stata circondata a nord e a est dall'esercito israeliano, e a ovest dalla polizia egiziana, nel tentativo di liberare Gilad Shalit, il caporale israeliano diciannovenne catturato da un commando di forze palestinesi il 25 giugno.

Nel frattempo in Cisgiordania sono stati catturati e sequestrati dall'esercito israeliano 8 ministri del governo palestinese, membri di Hamas e 64 leader politici, oltre che numerosi capi militari di Hamas. Tra questi il laburista Mohammad Barghouti e altri importanti esponenti dell'ala politica di Hamas stessa, che Israele ritiene responsabile del sequestro.

Il rapimento di Shalit

Gli eventi sono precipitati quando l'attacco di un commando congiunto dell'ala militare di Hamas, dei Comitati Popolari di Resistenza e di Jaish al-Islam (Esercito dell'Islam) a una postazione di militari delle Forze di difesa israeliane nei pressi di Kerem Shalom, in territorio israeliano, ha causato la morte di due soldati israeliani, il ferimento di quattro e la cattura di un quinto, il caporale Gilad Shalit. Nell'assalto, sono morti anche tre miliziani palestinesi.

I miliziani che hanno rapito Shalit hanno richiesto il rilascio di tutte le prigioniere e tutti i prigionieri sotto i 18 anni in cambio di informazioni su di lui. Il Primo ministro israeliano, Ehud Olmert, ha risposto che "noi non negoziamo coi terroristi", implicando che Israele non ha intenzione di arrivare a un compromesso per ottenere il rilascio del soldato rapito.

L'incursione

Questa notte l'intervento delle truppe di terra è stato preceduto da una fase aerea preparatoria, con il bombardamento da parte dell'aeronautica israeliana di alcuni ponti al fine di limitare la capacità di trasferire l'ostaggio, nonché il bombardamento di una o più centrali elettriche per oscurare la zona interessata dalle operazioni.

Il sorvolo su Damasco

Emerge inoltre la notizia che F-16 israeliani abbiano sorvolato Damasco a scopo intimidatorio (la Siria ospita tutt'ora alcuni influenti leader di Hamas), e che la contraerea siriana e l'aviazione, abbiano reagito, costringendo i caccia a rientrare in Israele dal Mediterraneo.

Infatti, proprio in Siria si nasconde il leader di Hamas, Khaled Mashal, che secondo alcune fonti gode di un'immunità particolare grazie alla copertura delle autorità siriane e del presidente siriano, Bashar Assad.

Le operazioni di terra

Attualmente le operazioni di terra sono limitate a sporadici interventi all'interno o ai confini della Striscia di Gaza, ma le truppe sono schierate e pronte ad intervenire. Le incursioni sarebbero nel nord della Striscia e in prossimità dell'aeroporto di Gaza.

Nella notte è stata udita una forte esplosione a Gaza, in prossimità dell'Università Islamica, e diverse posizioni strategicamente importanti a nord della Striscia sono state bombardate dall'artiglieria di terra e dalle batterie navali, con l'intento di occuparle o renderle inoffensive: da tali posizioni, infatti, partirebbero i razzi Qassam destinati alle città oltreconfine.

È stato riportato un continuo lancio di razzi sul territorio israeliano durante l'intera nottata, mentre su alcune cittadine a nord della striscia (soprattutto Beit Lahia e Beit Hanoun) sono stati lanciati volantini recanti un'intimazione affinché la popolazione civile lasciasse le proprie case, nell'imminenza dell'attacco dell'IDF. Ecco una traduzione del contenuto dei volantini:

Ai residenti della regione:
L'IDF sta eseguendo le proprie attività attraverso l'intera Striscia di Gaza, e in quanto tali si tratta di operazioni militari che prenderanno il tempo necessario. Esse hanno lo scopo di identificare il luogo in cui il soldato rapito, Gilad Shalit, si trova, di assicurarne il rilascio e continuare a difendere i cittadini dello stato di Israele.
Per la vostra incolumità e a causa della nostra preoccupazione nel prevenire danno ai civili che non sia legato alle attività contro le nostre forze, dovete trattenervi dal circolare in aree dove le Forze di Difesa Israeliane operano e di seguire scrupolosamente le loro istruzioni.
Chiunque ostacoli le attività delle forze militari, le quali stanno cercando di completare la missione e riportare il soldato rapito a casa in pace, si espone a un grave rischio.
Il Comando dell'IDF.

Hamas ha chiamato la popolazione alle armi, e centinaia di palestinesi armati stanno organizzando barricate e trappole esplosive per contrastare le truppe israeliane.

Nel corso del 29, gli israeliani sono penetrati a Khan Yunis e a Gaza, e hanno catturato l'aeroporto internazionale di Gaza.

I prigionieri israeliani

Oltre al sequestro del caporale dell'esercito, gruppi palestinesi hanno sequestrato un colono. Il colono, un diciottenne che faceva l'autostop, Eliahu Asheri, era stato sequestrato domenica scorsa e sarebbe stato ucciso dai rapitori a seguito delle incursioni. È stato ritrovato nei pressi di Ramallah con un colpo alla testa; l'uccisione è stata rivendicata dai Comitati di resistenza popolare palestinesi, che hanno successivamente affermato di aver sequestrato un ulteriore colono israeliano.

Un primo esame del cadavere ha evidenziato che la morte era sopraggiunta, per Asheri, da almeno tre giorni prima del ritrovamento: si è dunque ipotizzato che il colono sia stato ucciso il giorno stesso del rapimento. Anche il secondo colono, Noach Moskovich, è stato trovato morto, nei pressi del cimitero dell'ex-colonia ebraica di Rishon LeTzion.

Secondo i palestinesi il governo israeliano ha catturato i ministri ed i deputati allo scopo di effettuare uno scambio col prigioniero, mentre una portavoce dell'esercito israeliano ha negato affermando che i catturati saranno trattati come terroristi e pertanto processati come responsabili dei fatti.

Il presidente dell'ANP Abu Mazen ha affermato che il sequestro di ministri e deputati dell'ANP da parte dell'esercito israeliano è inaccettabile, ed ha chiesto l'intervento della comunità internazionale.

Intanto si fanno più incerte le sorti del soldato preso in ostaggio: come ha affermato il vicepremier dell'ANP, le sorti dell'ostaggio "dipendono dalle decisioni del governo israeliano", mentre per contro il premier israeliano Ehud Olmert ha affermato che Israele non esiterà a "compiere azioni estreme per restituirlo alla famiglia".

Cattura dei parlamentari appartenenti ad Hamas

Nella mattina del 29 giugno, Israele ha cominciato l'arresto in massa dei parlamentari palestinesi appartenenti al partito di Hamas, nonché dei membri del Consiglio Legislativo Palestinese e di altri ufficiali, per un totale di almeno 64 persone. Tra questi, figura il ministro delle finanze dell'ANP Barghouti e sette altri ministri del governo, assieme ai capi locali dei consigli regionali il sindaco di Qalqilyah. Come risultato, si riporta che gli ufficiali di Hamas hanno cominciato a nascondersi.

L'esercito israeliano ha affermato che gli ufficiali di Hamas catturati "non collaborano affatto per il recupero del soldato", ma la loro collaborazione non sembrerebbe necessaria: sempre secondo il portavoce dell'IDF, "si tratta semplicemente di un'operazione contro un'organizzazione terroristica". Il ministro israeliano per le Infrastrutture, Benjamin Ben-Eliezer, ha lanciato un avviso al Primo Ministro dell'Autorità Nazionale Palestinese, Ismail Haniya, indicandogli che la sua immunità non ha alcun effetto nei confronti delle forze israeliane. L'operazione per l'arresto di questi ufficiali palestinesi fu, secondo alcune fonti, pianificata alcune settimane prima dell'inizio dell'offensiva. Il 28 giugno il direttore di Shin Bet, Yuval Diskin, ha fatto approvare una lista di nomi al Premier israeliano Olmert. Il vice-premier israeliano, Shimon Peres, ha spiegato gli arresti indicando che essi "non erano arbitrari. Gli arrestati saranno processati, e potranno difendersi in accordo con un sistema legale internazionalmente riconosciuto".

Impatto sui residenti di Gaza

Gli israeliani hanno colpito la centrale elettrica e due dei più importanti ponti che costituiscono la rete viaria della Striscia di Gaza, nelle prime ore di mercoledì. Secondo le autorità di Gerusalemme, questi attacchi sono stati organizzati per prevenire trasferimenti dell'ostaggio una volta iniziata l'operazione di recupero nella zona.

Come risultato degli attacchi, circa 600.000 residenti non hanno acqua corrente e almeno 400.000 non hanno energia elettrica. Il problema si fa progressivamente più grave col passare delle ore viste le condizioni meteo, le cui previsioni danno bel tempo e forte umidità, e l'uso del sistema fognario, alimentato da pompe che si avvalgono dell'energia della centrale oggi danneggiata. Tutti i posti di frontiera sono chiusi, le riserve di carburante sono quasi esaurite e, poiché l'uso dei generatori a benzina è l'unica possibilità di avere energia in queste situazioni, l'economia delle risorse locali sta peggiorando ora dopo ora. Álvaro de Soto, Coordinatore Speciale dell'ONU per il Processo di Pace in Medio Oriente e Rappresentante Speciale del Segretario Generale per l'ANP, ha affermato che non vi sarà più carburante a Gaza entro venerdì sera o sabato mattina al massimo, il che risultato più immediato sarà il blocco del sistema fognario. Ufficiali dell'ONU hanno stimato che le riserve di cibo a Gaza permettono circa due giorni di autonomia.

Fonti