Il Nepal al voto per l’assemblea Costituente

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giovedì 10 aprile 2008

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I cittadini del Nepal sono stati chiamati al voto per le elezioni costituzionali, che porteranno alla formazione di un'assemblea avente il compito di proclamare la Repubblica e di riscrivere la Carta fondamentale dello Stato.

Le operazioni si sono concluse nonostante l'esplosione di alcuni focolai di violenza, in cui si è anche verificata la morte di un candidato indipendente. In trentatré seggi dislocati in varie parti del paese si è invece reso necessario il rinvio della consultazione. L'affluenza ha raggiunto il 60% degli aventi diritto.

Le principali forze politiche hanno incoraggiato i 17,6 milioni di elettori a recarsi alle urne per rinnovare il Parlamento per la prima volta dopo nove anni. Per i più giovani si tratta di una novità perché le precedenti elezioni si sono tenute ancora prima del 2001, anno dell’uccisione di re Birendra e dell’ascesa al trono del fratello Gyanendra. Quest’ultimo però è stato destituito nel 2006 dopo un anno di governo dispotico, portando la successiva amministrazione provvisoria alla decisione di indire le attuali elezioni.

I 601 seggi dell’Assemblea sono contesi da 3.947 candidati appartenenti a 55 partiti politici, fra cui si distinguono il Partito del congresso nepalese (NC), il Partito comunista nepalese dei marxisti-leninisti uniti (CPN-UML) e gli ex ribelli del Partito comunista maoista nepalese (CPN-M), che tra il 2006 ed il 2007 hanno deposto le armi accettando i principi democratici della competizione elettorale.

Rimangono intanto sullo sfondo alcune questioni controverse, come il regio proclama che alla vigilia delle elezioni ha invitato i cittadini a presentarsi alle urne, ben sapendo che fra i primi compiti istituzionali dell’assemblea Costituente vi dovrebbe essere l’abolizione della stessa monarchia, segnando così il tramonto della dinastia Shah, che ha governato il paese dal 1768.

Altre tematiche sono costituite dall'equa rappresentanza delle minoranze in Parlamento e dalla partecipazione femminile alla politica: le donne candidate risultano meno del 10% del totale, anche se queste cifre costituiscono un progresso rispetto al passato.

La commissione elettorale ha dichiarato che i primi risultati saranno disponibili a partire da venerdì 11 aprile, ma che saranno necessari almeno dieci giorni prima di conoscere gli esiti definitivi.

Le sfide che si pongono innanzi all’assemblea Costituente, che avrà un mandato di almeno due anni, riguardano principalmente la garanzia del passaggio indolore dall’assetto monarchico a quello repubblicano, unitamente al mantenimento dell’ordine sociale in un paese estremamente frazionato dal punto di vista etnico e politico; un ordine che si dovrà necessariamente riflettere in quella che sarà la nuova Carta costituzionale del Nepal.

Risultati parziali

Il sistema elettorale prevede, per un totale di 601 seggi:

  • 240 eletti mediante sistema maggioritario (collegi uninominali).
  • 335 eletti mediante sistema proporzionale su base nazionale.
  • 26 nominati per consenso dal governo provvisorio tra le personalità di spicco del paese.


Risultati definitivi (quota uninominale)
Partito politico Seggi Percentuale
Partito comunista maoista nepalese 120 50
Partito del congresso nepalese 37 15,4
Partito comunista nepalese marxista-leninista unito 33 13,8
Madhesi janadhikar forum 30 12,5
Tarai madhesi loktantrik party 9 3,8
Sadbhavana party 4 1,7
Nepal majdur kisan party 2 0,8
Janamorcha Nepal 2 0,8
Rastriya janamorcha 1 0,4
Altri 2 0,8
Totale parziale 240 / 601

In questo momento risulta in netto vantaggio la formazione degli ex ribelli maoisti guidati dal leader Prachanda. Il conteggio dei seggi assegnati alla quota proporzionale è tuttora in corso.

Fonti