In manette il boss Antonio Pelle

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giovedì 16 ottobre 2008

È stato arrestato questa mattina presto il latitante italiano Antonio Pelle, boss mafioso della 'ndrangheta calabrese. Si nascondeva in un bunker nella campagna di Ardore, piccolo paese in provincia di Reggio Calabria.

Alle 5:15 i poliziotti della sezione criminalità organizzata, diretta da Renato Panvino, hanno fatto irruzione in un capannone metallico ed hanno notato alcune stranezze, come la differenza tra due sezioni del pavimento. Allora, con dei martelli pneumatici, hanno iniziato a lavorare per scardinare un tratto di solaio, ma, dopo meno di mezz'ora, Pelle ha sollevato il pavimento con un congegno meccanico e si è consegnato alla polizia con queste parole: «Mi chiamo Antonio Pelle. Non sparate, non sono armato»; poi si è complimentato con i poliziotti. Il bunker, che si estendeva per circa 50 m², disponeva di stanza da letto, bagno e cucina e persino di un settore dove il boss coltivava canapa indiana.

Antonio Pelle, conosciuto anche come "la mamma" e "u Vanchelli", era ricercato dal 2007, poiché era sfuggito agli arresti dell'operazione "Fehida", all'indomani della strage di Duisburg del 15 agosto di quell'anno, nella quale morirono 6 persone. Pelle era infatti il boss della cosca Pelle-Vottari-Romeo, da anni in guerra con gli Strangio-Nirta, dei quali fa parte anche Giovanni Strangio, il sicario di Duisburg. Marco Marmo, una delle vittime della strage, in una conversazione telefonica intercettata, è preoccupato perché deve partire per la Germania per reperire delle armi per il gruppo e dice: «Io vorrei partire subito, ora però devo vedere cosa mi dice la mia mamma...hai capito?».

Fonti[modifica]