Italia, Camere confermano la fiducia al governo Berlusconi

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martedì 14 dicembre 2010

L'Aula di Montecitorio, sede della Camera dei Deputati.

Entrambi i rami del Parlamento italiano - la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica - hanno confermato la propria fiducia all'attuale governo guidato da Silvio Berlusconi. Ieri si erano svolte le dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari, che hanno confermato in gran parte le proprie intenzioni espresse nei giorni scorsi: le incertezze determinanti erano dovute ad alcuni esponenti della Camera che avevano intenzione di votare autonomamente, sia nella maggioranza che nell'opposizione. In prima mattinata il Senato ha votato a favore del Governo con 162 voti, mentre poche ore dopo anche la Camera confermava la fiducia ma con soli tre voti di distacco dall'opposizione (314 a 311) e due astenuti.

Il voto

Intorno alle 11 si è svolto il primo voto al Senato, dove il Governo ha ottenuto 162 pareri contrari alla sfiducia e 135 favorevoli: i componenti di Futuro e Libertà hanno votato come astenuti - in totale 11 - che in questo ramo del Parlamento ha valore di voto contrario alla fiducia. Da notare il voto a favore del Governo di quattro esponenti non contemplati inizialmente: Antonio Fosson (Union Valdôtaine), Riccardo Villari (Gruppo Misto), Salvatore Cuffaro (Popolari di Italia Domani), e Sebastiano Burgaretta (Movimento per le Autonomie); quest'ultimo è stato immediatamente espulso dal proprio partito per aver votato contrariamente alle indicazioni. I senatori a vita non hanno partecipato alla votazione.

Prima delle 14 alla Camera è stata votata la mozione di sfiducia, con presenti quasi tutti i componenti della camera bassa. Con 314 voti il Governo ha mantenuto la fiducia del Parlamento, mentre non sono bastato i 311 contrari e 2 astenuti. I tre componenti più in bilico del nuovo gruppo di Fini - Silvano Moffa, Maria Grazia Siliquini, Catia Polidori - hanno votato a favore del Governo nonostante il proprio partito avesse deciso diversamente. Durante la prima chiamata al voto la seduta è stata sospesa per alcuni minuti, quando alcuni deputati sono venuti alle mani.

Dopo la fiducia

Il presidente Fini, promotore del nuovo gruppo politico che ha avanzato la mozione di sfiducia al Governo, ha commentato il voto come una "vittoria numerica, non politica". L'attuale Governo, privato dei membri di Futuro e Libertà, pensa di accogliere nella maggioranza l'UDC di Casini, sempre che la Lega Nord, il principale alleato di Berlusconi, lo permetta. Alle ore 17 Berlusconi incontrerà il Presidente della Repubblica Napolitano per riferire della situazione politica e probabilmente discutere l'evoluzione della legislatura.

Le proteste e gli scontri

In tutta Italia fin dalla prima mattinata si sono svolte diverse manifestazioni di protesta, sfociate in alcuni episodi critici: a Milano alcuni studenti si sono introdotti all'interno della Borsa Valori per mostrare uno striscione. A Palermo invece - oltre ad una manifestazione di piazza - è stata bloccata la pista dell'aeroporto Falcone-Borsellino, oltre alla stazione ferroviaria e della metropolitana. A Roma per tutto il giorno hanno manifestato diversi gruppi contrari alla politica del Governo: metalmeccanici, studenti universitari, terremotati dell'Aquila. Sono seguiti numerosi scontri che si sono svolti lungo tutta la giornata, con diversi feriti ed auto incendiate, in particolare nella zona di Via del Corso e di Piazza del Popolo, in prossimità del palazzo della Camera dei Deputati. Alcuni manifestanti hanno distrutto le vetrine di numerosi negozi e banche lungo il percorso della manifestazione: gli scontri principali sono avvenuti tra Via del Babbuino e Piazzale Flaminio, dove i manifestanti hanno alzato delle barricate lungo la strada. La situazione del traffico è divenuta difficile soprattutto lungo il Muro Torto ed il Lungotevere, oltre alla chiusura totale del centro storico per mezzi privati e pubblici che sta bloccando la mobilità generale della città.

Fonti