Italia: Napolitano rinvia Romano Prodi alle Camere per la fiducia

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sabato 24 febbraio 2007

Il presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, ha sciolto questa mattina la riserva sulle dimissioni del presidente del Consiglio Romano Prodi. Il presidente, ascoltati leader dei maggiori partiti italiani e dopo un colloquio di 35 minuti con il premier, ha deciso di respingere le dimissioni di Prodi e di rinviare quindi il governo alle camere per ricevere una nuova fiducia.

Nella conferenza stampa con cui il presidente ha comunicato la propria decisione, Napolitano ha tenuto a precisare che le dimissioni non erano un obbligo per il governo, ma che si sono rese necessarie per permettere alla coalizione di maggioranza di fare chiarezza al proprio interno. Pertanto non c'era alternativa che il rinvio alle camere, che, come richiesto dal presidente, dovrà avvenire in tempi brevissimi.

Il centrosinistra attendeva la decisione per ritornare al più presto al lavoro, con una maggioranza che si riveli più compatta, come ha detto il segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto. Per Piero Fassino (Democratici di Sinistra) la decisione di Napolitano è stata saggia e responsabile.

Contro la decisione di Napolitano il centrodestra: Fabrizio Cicchitto (Forza Italia) ha attaccato la decisione del capo dello Stato, affermando che il rinvio alle camere "è la soluzione peggiore, anche peggio di un Prodi bis". Il segretario dell'UDC, Lorenzo Cesa, si è detto deluso, in quanto aspettava un governo di larghe intese, e ha aggiunto che adesso il suo partito assisterà all'agonia dell'Unione.

Prodi ha inoltre confermato la volontà di arrivare ad una fiducia in tempi brevi, ed ha incontrato in mattinata il presidente della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti, e quello del Senato della Repubblica, Franco Marini, per parlare del voto di fiducia.

Il governo Prodi, al momento di richiedere la fiducia avrà il probabile sostegno non solo di quattro senatori a vita, ma anche di Marco Follini, che questa mattina aveva annunciato l'intenzione di volere appoggiare il governo nel caso venisse rinviato alle camere. Follini, nelle ultime 24 ore, aveva incontrato i leader del centrosinistra e ha oggi affermato che i dodici punti proposti dal presidente del Consiglio per continuare a governare erano accettabili dal suo movimento. Per Follini "approfondire il solco della crisi significa lasciare il Paese al buio" e l'ex segretario dell'UDC non vuole prestarsi. Follini ha anche ribadito che è necessario, in ogni caso, dare vita ad un nuovo centrosinistra.

Con Follini, il centrosinistra può contare su una maggioranza di 162 voti, grazie ai voti di quattro senatori a vita (Carlo Azeglio Ciampi, Emilio Colombo, Rita Levi Montalcini, Oscar Luigi Scalfaro), di Follini e del senatore indipendente Luigi Pallaro. Il centrodestra, invece, potrà contare su 155 voti, anche se non si conosce come voteranno l'ex senatore dell'Italia dei Valori Sergio De Gregorio e i senatori a vita Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e Sergio Pininfarina.


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