Italia: scoperto un traffico di uova adulterate

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6 dicembre 2005

I NAS hanno scoperto un traffico di uova adulterate, destinate ad essere smaltite come rifiuti pericolosi ed invece trattate e riutilizzate dall'industria alimentare per pasta, biscotti, merendine, torte e gelati.

L'inchiesta, guidata dalla Procura di Bologna, è durata due anni ed ha portato a 20 arresti, 7 provvedimenti d'interdizione, sigilli per 9 aziende e al sequestro di 32 milioni di uova, 60 tonnellate e mezzo di ovoprodotto, 2500 tonnellate di sottoprodotti di origine animale, pari a 50 milioni di euro.

Le aziende finora poste sotto sequestro sono: Fattorie Caiconti (Forlì-Cesena), Biovo (Treviso), Uovador (Verona), Volcar (Verona, sede legale a Bologna), Angonova (Cuneo), Agricola Tre Valli (Verona), Fattorie Guglielmi (stabilimento a Mantova, sede legale a Forlì), Bionature Agroalimentari (stabilimenti a Torino e Cuneo, sede legale a Ravenna).

L'inchiesta parte dal furto di alcune cisterne destinate al trasporto di ovoprodotti. Nascono i primi sospetti e l'inchiesta si allarga a tutto il nord Italia, con ramificazioni anche all'estero. La banda reperiva uova marce, con embrioni non sviluppati o gusci lesionati, invase da muffe o vermi, che invece di essere distrutte o al massimo utilizzate come concime, venivano trattate e mescolate ad altro prodotto, anche genuino, e rivenduto come ottimale alle aziende alimentari.

Il prodotto veniva trattato con prodotti chimici, come il cloro, e veniva pastorizzato, per ridurre la carica batterica. Queste operazioni davano origine a sostanze nocive per la salute (istamina, cadaverina, putrescina), in grado di causare patologie, anche allergiche.

Difficile stabilire le conseguenze che queste sostanze potranno avere sulla salute pubblica da qui a 10-20 anni.

Fonti