Kirghizistan: la situazione precipita. Il sud si trasforma in un campo di battaglia

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venerdì 11 giugno 2010

La statua di Lenin a Oš, città teatro degli scontri

Il governo centrale di Biškek ha perso il controllo della situazione; il sud del Kirghizistan è diventato un campo di battaglia. Nella città di sono stati dati alle fiamme edifici pubblici, case ed automobili. Bande di uzbechi e kirghisi si sono affrontati nella notte tra giovedì e venerdì ed oggi dopo il tramonto.
Il bilancio provvisorio del ministero della Sanità afferma che decine di persone hanno perso la vita, mentre quasi migliaia sono i feriti. Le poche truppe governative presenti in città non riescono a fermare gli scontri. Si combatte in altre località circostanti. Le notizie tardano, però, ad arrivare.

I Paesi dell'Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione, di cui fanno parte cinque repubbliche ex sovietiche oltre alla Cina, si apprestano a dare supporto al Kirghizistan. La premier ad interim Roza Otunbayeva, sabato mattina, ha chiesto aiuto alla Russia vista l'impossibilità di riprendere il controllo della situazione. Mosca, però, non pare intenzionata ad inviare alcuna unità militare per riportare la pace.

Visto il precipitare della situazione, domenica mattina, il governo kirghiso ha dato ordine alle truppe fedeli di "sparare per uccidere" su chi gira armato. Oltre 70mila persone avrebbero attraversato il confine uzbeco, distante una trentina di chilometri dalla città.

Fonti

Wikivoyage

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