L'ICANN vuole sopprimere il dominio dell'Unione Sovietica, ma gli appassionati dicono "Niet"

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

sabato 22 settembre 2007

Quartier generale dell'ICANN

L'ICANN (acronimo di Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), l'ente che si occupa della gestione dei domini di primo livello all'interno del World Wide Web, ha dichiarato di voler spostare tutti i siti che terminano con .su con il dominio di primo livello nazionale .ru.

Il dominio .su fu creato nel 1990 per essere assegnato ai siti dell'Unione Sovietica (dall'inglese Soviet Union), scioltasi l'anno seguente. Tuttavia ancora oggi è un dominio usato da molti russi e nel 2007 sono stati registrati 1500 nuovi siti .su, nonostante l'opposizione dell'ICANN, che dovrebbe rispettare l'ISO 3166-1 (e più precisamente l'ISO 3166-1 alpha-2), introdotta dall'Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni a partire dal 1974.

Altri domini hanno avuto una sorte simile; un esempio è .cs, che è stato usato dalla Cecoslovacchia fino al 1993, quando si è divisa in Repubblica Ceca (.cz) e Slovacchia (.sk). Lo stesso dominio è passato nel 2003 alla Serbia e Montenegro (da "Srbija i Crna Gora", nome in serbo della confederazione), in sostituzione di .yu (Jugoslavia). Tre anni dopo, quando i due stati si separarono, alla Serbia toccò .rs, mentre al Montenegro fu assegnato .me.

Un altro caso riguarda la Repubblica Democratica del Congo che fino al 1997 era nota come Zaire ed utilizzava il .zr, in seguito sostituito da .cd fino alla completa eliminazione del vecchio dominio, avvenuta nel 2001.

Alexei Platonov, direttore esecutivo del RIPN (Russian Institute for Public Networks), difende il dominio e la comunità che si è formata attorno ad esso. Alcuni di coloro che hanno registrato il sito con il suffisso .ru fanno inoltre notare che gli abitanti del Regno Unito non utilizzano il .gb ma preferiscono .uk, sebbene entrambi siano stati introdotti nel 1985. Quest'ultimo è il terzo dominio più usato nel mondo con i suoi 5 milioni di siti, mentre il primo, che rispetta gli standard ISO, è caduto in disuso.

Fonti[modifica]