L'ex pornostar Milly D'Abbraccio candidata per le comunali di Roma

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domenica 16 marzo 2008

L'ex pornostar Milly D'Abbraccio, il cui vero nome è Emilia Cucciniello, sarà una delle candidate per le prossime elezioni comunali a Roma, nella lista dei socialisti che fa capo al candidato Franco Grillini. La diva del cinema hard ha già le idee chiare sulle proposte e le idee da realizzare, oltre a ribadire che la carriera politica è sempre stata una sua aspirazione: «Era il mio sogno nel cassetto e sono contenta di avere questa chance perché noi attori dell'eros ci siamo sempre sentiti in qualche modo ghettizzati, ma anche noi abbiamo le nostre idee e le nostre proposte per migliorare le cose».

Tra le proposte appunto, quella di una love city, un quartiere del sesso, sulla falsariga di quelli già esistenti in alcuni capitali europee: «Esistono in altre grandi città europee, a Parigi, ad Amsterdam. Perché non dovrebbe sorgerne una anche a Roma? Un quartiere a luci rosse, dove puoi trovare il cinema hard, il sexy shop, i locali per strip e lap dance. Certo, mi rendo conto che proprio a Roma c'è da... convincere il Papa, ma credo che sia un'iniziativa che i laici apprezzerebbero anche come segnale di una libertà che deve esserci pure nella sfera sessuale».

La D'Abbraccio è nata nel 1964. Dopo aver lavorato da giovanissima in cinema e teatro, accettò di produrre film hard insieme a Riccardo Schicchi, per poi abbandonare la collaborazione e cominciare a lavorare in proprio. Da questo lungo periodo della sua vita, ora, sembra voler prendere però le distanze: «Mi sono un po' stancata del genere che comunque mi ha fatto conoscere al grande pubblico. Però mi piace stare sul palco, davanti ad una macchina da presa. Mi piace anche la tv. In fin dei conti, per molti anni lo spettacolo è stato la mia vita, per me è sempre importante essere a contatto con il pubblico».

Presto, l'ex pornodiva pubblicherà anche un libro, nel quale offrirà «tanti consigli su come comportarsi quando si tratta di un'avventura di una sola notte e quando invece si parla di una storia seria».

Fonti