La Consulta boccia la Fini-Giovanardi

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12 febbraio 2014

Carlo Giovanardi, uno degli autori della legge

La Corte costituzionale ha bocciato la legge 49/2006 Fini-Giovanardi che equipara le droghe leggere con quelle pesanti e quindi torna in vigore la legge Iervolino-Vassalli, che prevede condanne inferiori per chi fa uso di droghe leggere, come la marijuana e l'hashish.

Secondo la Corte costituzionale l'iter legislativo ha violato l'articolo 77 della Costituzione Italiana, in quanto gli articoli 4-bis e 4-vicies ter del decreto legge 272/2005 poi convertito mancavano dei requisiti d'urgenza, necessari per l'emanazione di un decreto legge. Questa decisione potrebbe comportare un effetto benefico su circa 10 000 detenuti

La Consulta era stata interpellata dalla Corte di cassazione che aveva approvato il ricorso dell'avvocato difensore di un uomo a cui non era stata concessa la sospensione condizionale della pena. Infatti il ricorso alla Corte costituzionale può essere presentato solo da una delle parti durante un processo se il giudice in questione lo ritiene opportuno, come regolamentato dalla legge costituzionale 1/1948.

Le reazioni del mondo politico sono state differenti, a cominciare dell'ex-ministro della salute Livia Turco (PD) che dichiara: «Oggi, con questa sentenza, si fa finalmente giustizia di una legge scellerata che ha portato migliaia di giovani a varcare le soglie del carcere o essere vittime di un procedimento penale per aver fumato uno spinello». Ben distante è il senatore NCD Carlo Giovanardi, uno dei firmatari della legge: «La Fini-Giovanardi è entrata in vigore all’inizio del 2006: nessuno dei Governi e dei parlamenti eletti nel 2006, 2008 e 2013, con maggioranze di centrosinistra, di centrodestra o tecniche, ha mai provveduto a modificarla. Dopo otto anni la Corte Costituzionale scavalca il Parlamento confermando alcuni articoli aggiunti nella legge di conversione e annullandone altri sulla base anche di una ben orchestrata campagna promozionale».


Fonti[modifica]