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Le Corti Islamiche verso la guerra santa con l'Etiopia

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22 luglio 2006

Una strada di Mogadiscio

Le truppe etiope sono rientrate in Somalia, questa volta passando per la città di Wajid. Questa è la seconda volta che l'Etiopia sconfina in territorio somalo, e il capo delle truppe delle Corti islamiche ha deciso di passare al contrattacco. Mentre aspetta a Dusa Mareb, capoluogo del Mudug, trattando con le varie faioni del movimento riguardo l'impostazione da dare alla nuova Somalia, in un intervista il colonnello-sceicco Hassan Daher Aweis ha incitato i somali alla guerra santa contro l'Etiopia.

L'effetto delle dichiarazioni di Aweis sono state influenti: dopo la preghiera del venerdì, molte persone sono scese in strada per manifestare pieno sostegno alle Corti islamiche, che nei giorni scorsi hanno occupato la capitale della Somalia scacciando i signori della guerra sostenuti dagli Stati Uniti d'America.

E proprio secondo gli Stati Uniti, Aweis sarebbe il braccio di Al Qaida in Somalia: nel settembre 2001 lo sceicco guidava una manifestazione a sostegno degli attentati dell'11 settembre 2001, organizzati proprio dall'organizzazione terroristica di Osama bin Laden.

Tuttavia, le fazioni interne alle corti islamiche sono assai variegate: il primo ministro dell'esecutivo Sheck Sharif Sheck Ahmed non ha parlato di guerra santa, ma ha semplicemente chiesto all'Etiopia di rientrare nei propri confini. Tuttavia, il finanziatore e leader degli islamici integralisti, Abukar Omar Addane, spinge verso la guerra, forte del denaro che arriva da Al Qaida.

La divisione all'interno delle corti è stata evidente anche ieri: due capi-corte ieri hanno attaccato (a insaputa dei leader e del primo ministro) la città di Bur Hakaba, provocando un rafforzamento delle truppe etiopi al confine che hanno sempre sostenuto il governo di transizione che si oppone alle corti islamiche.

Intanto da Washington invitano alla cautela: le corti islamiche sono molto forti e lo hanno dimostrato in primavera, sconfiggendo una decina di signori della guerra e vanificando i piani della Casa Bianca nell'area. Per questo si richiede una preparazione meticolosa prima di attaccare frontalmente le corti islamiche.

Si muovono verso il confine anche le truppe del Kenya, che temono l'espansionismo dei fondamentalisti somali, che hanno intenzione di riunire sotto un unico califfato tutte le genti somale, comprese quelle che abitano nel nord del Kenya.

Fonti